Category Archive Grafica e stampa

Come realizzare una brochure efficace

La brochure è certamente uno degli strumenti di marketing promozionale più utilizzati da aziende, associazioni e professionisti di ogni settore per pubblicizzare il proprio business e le proprie ettività.

Uno strumento dal grande impatto visivo che unisce la creatività della parola con la fantasia e la pervasività delle immagini.

Parole e immagini, insomma, unite in un unico potentissimo congegno in cui arte, psicologia ed emotività danno vita a un connubio spesso irresistibile. Ma come realizzare una brochure di successo capace di colpire l’attenzione di un potenziale volontario o donatore e invogliarlo a darci una mano partecipando o sostenendo le nostre attività? In questo articolo ci permettiamo di dare alcuni consigli utili per realizzare opuscoli e dépliant vincenti.

Realizzare una brochure efficace? Ecco come si fa

  • Lo scopo finale – E’ fondamentale prima di progettare e realizzare una brochure avere bene in mente gli obiettivi che si intendono raggiungere.
  • Il supporto – Con quale materiale verrà realizzata la brochure? Di quale forma e dimensione? Sono domande cui non è possibile sottrarsi prima di iniziare il lavoro
  • Il destinatario– A chi è destinata la brochure? E’ importante stabilire non solo il target ma anche le modalità e le circostanze in cui l’opuscolo verrà diffuso in pubblico e in che modo il potenziale utente/donatore/sostenitore ne entrerà in possesso.
  • La prima impressione è importante – Una brochure deve colpire sin da subito, al primo sguardo, quindi l’aspetto grafico deve essere coerente con il tipo di messaggio o idea che si vuole rappresentare e promuovere.
  • Il font – La scelta del font è un aspetto da non trascurare. Ma la cosa più importante è limitare il numero di caratteri tipografici da utilizzare (2 vanno benissimo) e soprattutto non scegliere font astrusi o eccessivamente ricercati che distolgono l’attenzione dai contenuti.
  • Il copy – Molto spesso si sottovaluta il ruolo del testo scritto. In realtà la parola in una brochure ben fatta è estremamente importante ed è determinante nell’efficacia comunicativa che si vuole ottenere. Per questo contenuti, immagini e grafica devono apparire un tutt’uno armonioso, coeso e coerente.
  • Le immagini – Inutile sottolineare l’importanza di utilizzare sempre foto e immagini di qualità. Se per questioni di budget dovete ripiegare sull’acquisto di immagini di archivio, assicuratevi di scegliere foto consone al risultato che volete ottenere.
  • Semplicità – Banale ma vero: le cose semplici sono spesso le migliori perchè arrivano subito al dunque. Quindi evitate combinazioni di forme e colori troppo complesse; a volte è sufficiente una frase breve e ficcante per catturare l’attenzione del cliente.
  • Andare sul sicuro – Realizzare una brochure di successo non significa cercare di essere stravagante o diverso solo per il gusto di farlo. Molto spesso le scelte più efficaci sono quelle più semplici e banali da prendere.

Con il CeSVoP, se la tua è una organizzazione di volontariato a norma della legge 266/91 potrai realizzare brochure per promuovere la tua associazione di volontariato con il supporto di personale qualificato e compentente che ti seguirà dall’idea, all’elaborazione grafica fino alla stampa per piccoli quantitativi.

A questo punto non resta che fare la richiesta, ricordando che
i servizi del CeSVoP sono riservati alle sole associazioni di volontariato con statuto a norma della
legge 266/91.

Puoi richiedere il servizio direttamente da qui cliccando sul tasto verde sottostante! Buon lavoro!

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Creare una locandina: la guida definitiva

Quando si organizzano eventi associativi o qualsiasi altro tipo di manifestazione è necessario fare una locandina che richiami l’attenzione del pubblico: questo strumento è indispensabile, ad esempio, quando si inaugura una nuova sede, quando si organizza una conferenza, un forum o anche una festa per raccogliere fondi.

Se ci si ritrova a dover pianificare l’organizzazione di eventi, dunque, è fondamentale capire come fare una locandina pubblicitaria. In questa guida ti forniremo alcuni consigli da seguire e alcuni programmi da utilizzare a questo scopo.

Da dove partire

Per comprendere come fare locandine bisogna innanzitutto considerare cosa sono questi strumenti pubblicitari e in quali occasioni si rivelano necessari.

Una locandina è una sorta di manifesto ma di dimensioni di solito più piccole, realizzata con tipi di carta particolari e più resistenti per essere esposta anche all’esterno; viene utilizzata in particolar modo per promuovere eventi e invitare le persone interessate a partecipare;

Chiariti questi punti, sarà più semplice capire come fare delle locandine.

Per fare una locandina efficace bisogna innanzitutto procurarsi tutte le informazioni relative alla manifestazione da promuovere: una locandina incompleta, infatti, non sarà utile allo scopo di attirare il pubblico.

Per fare una locandina chiara ed esaustiva bisogna dunque inserire questi dati, possibilmente in quest’ordine:

  • titolo dell’evento;
  • nome dell’organizzatore;
  • luogo dell’evento;
  • date e orari;
  • contatti a cui rivolgersi per avere maggiori informazioni.

Questi sono i dati indispensabili da fornire alle persone potenzialmente interessate all’evento; per fare una locandina più accattivante e per suscitare la curiosità del pubblico target, però, si potrebbero aggiungere altri elementi, come ad esempio un breve testo esplicativo oppure un sottotitolo, anche sotto forma di slogan.

Come fare locandine a livello grafico

Abbiamo visto quali dati inserire; adesso, però, bisogna capire come fare una locandina pubblicitaria a livello grafico. Anche nel mondo del volontariato così come nel marketing, infatti, l’aspetto grafico è di primaria importanza perché una scelta mirata di alcuni elementi potrà contribuire sicuramente al successo della pubblicità e quindi dell’evento stesso.

Ecco dunque quali sono gli aspetti da considerare a livello grafico:

I colori

La scelta delle tonalità di sfondo e del testo della locandina è fondamentale, perché una decisione sbagliata potrebbe rendere inutile questo strumento che invece ha un alto potenziale a livello di sponsorizzazione. Iniziamo dicendo che i colori di sfondo non dovrebbero mai essere troppo scuri e, in ogni caso, devono essere abbinati correttamente a quelli dei titoli e degli eventuali testi in modo da favorire la leggibilità degli stessi; inoltre, conviene non utilizzare colori troppo chiari o spenti e prediligere colori più vivaci, considerando che una locandina deve attirare l’attenzione dei passanti, sia per strada che in un locale o nel corridoio di un ufficio e così via.

Il font

Quando si fa una locandina anche la scelta del tipo di font da utilizzare è importante: di solito si utilizzano al massimo due tipi di font, perché se fossero di più si creerebbe confusione e la locandina risulterebbe anche fastidiosa a livello visivo.

Per i titoli si può osare con dei font più particolari e fantasiosi perché, appunto, queste scritte sono quelle che per prime attirano l’attenzione del pubblico e, per lo stesso motivo, devono essere di dimensioni superiori rispetto al resto delle informazioni. Per i testi, invece, conviene usare un font chiaro e lineare dalle dimensioni del carattere non troppo piccole, così da favorire al massimo la leggibilità.

Le immagini

Nel fare una locandina non si può non considerare l’impatto visivo delle immagini: un manifesto contenente molte scritte o addirittura solo parti testuali difficilmente sarà efficace perché ben pochi saranno disposti a leggerlo tutto. Le immagini, invece, sono importanti perché hanno la doppia funzione di illustrare visivamente l’evento in oggetto e di attirare l’attenzione dell’osservatore. Nel caso in cui si tratti di eventi già organizzati in passato, si possono mettere delle foto delle precedenti edizioni; se si tratta di uno spettacolo si possono mettere le foto dello stesso, altrimenti va inserita qualsiasi altra immagine relativa al contesto dell’evento in questione, purché poi i colori di sfondo e del testo siano adattati alle loro tonalità.

Gli spazi

A volte capire come fare una locandina pubblicitaria risulta difficile perché non si sa quale informazione sia meglio mettere e quale, invece, si può tralasciare. Non bisogna cadere in questo tranello: nella locandina non si può dire tutto anzi, occorre essere il più concisi possibili. Bisogna inserire solo i dati essenziali che abbiamo elencato prima e al massimo un breve testo esplicativo; chi avrà bisogno di ulteriori informazioni potrà poi consultare il sito web o contattare gli organizzatori dei quali avremo fornito i recapiti.

Lo spazio a disposizione nella locandina va ben misurato: inserire troppi testi e troppe immagini e non lasciare nemmeno uno spazio vuoto renderà la locandina sgradevole a livello visivo e le informazioni risulteranno confuse. I vari elementi, invece, vanno disposti in modo ordinato nel layout della locandina, ognuno ben distinto e separato dagli altri con il giusto spazio così da ottenere un effetto pulito e un’esposizione delle informazioni chiara e scorrevole.

QUALE PROGRAMMA USARE PER DISEGNARE UNA LOCANDINA?

Sapere come fare una locandina a livello pratico sarebbe compito, in realtà, di un graphic designer esperto, figura in grado di consegnarvi un lavoro professionale basato su ciò di cui abbiamo parlato finora.

Tuttavia a volte capita che, per mancanza di risorse o di tempo, ci si ritrovi a dover fare una locandina da soli. In questi casi ci possono venire in aiuto tanti programmi grafici e diversi tool online adatti anche ai meno esperti del settore.

I programmi consigliati per fare una locandina sono Adobe Photoshop o Adobe Illustrator: entrambi non sono molto difficili da utilizzare, tuttavia serve un po’ di tempo per acquisire dimestichezza con le varie funzioni, senza considerare che hanno un costo da non sottovalutare.

Solitamente, sopratutto nel mondo del volontariato, quando si parla di locandine, ci si appoggia ai programmi di Office: word, pubblisher e Powerpoint.

Diciamo che possono essere utili per elaborare delle bozze, per mettere nero su bianco un’idea da far sviluppare a qualcuno più esperto, in linea di massima sarebbe bene non usare queste soluzioni, per quanto nell’immediato possano sembrare semplici, sopratutto perchè non garantiscono qualità e poi perchè oggi è possibile trovare online anche dei tool gratuiti e più semplici da usare come Gimp, le cui funzioni si avvicinano a quelle di Photoshop, oppure InkScape, più simile a Illustrator. Infine, molto utile e intuitivo è canva.com: su questo sito è possibile creare i file grafici per le locandine e per molti altri prodotti partendo da layout preimpostati nei quali è sufficiente caricare le immagini e i testi desiderati.


Con il CeSVoPse la tua è una organizzazione di volontariato a norma della legge 266/91 potrai realizzare le locandine per promuovere la tua associazione di volontariato con il supporto di personale qualificato e compentente che ti seguirà dall’idea, all’elaborazione grafica fino alla stampa per piccoli quantitativi.

A questo punto non resta che fare richiesta, ricordando che
tutti i servizi del CeSVoP sono riservati alle sole associazioni di volontariato con statuto a norma della
legge 266/91.

Puoi richiedere il servizio direttamente da qui cliccando sul tasto verde sottostante! Buon lavoro!

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5 accorgimenti per rendere il tuo biglietto da visita unico

Oggi è estremamente semplice realizzare un biglietto da visita “fai da te”, ma non sarebbe meglio fare la differenza?

Il pacchetto Office della Microsoft permette di realizzare con pochi click un biglietto da visita, mettendo a disposizione svariati template e layout preimpostati. Facile no? ho tutto quello che mi serve, il software mi impagina tutto per la stampa e, con la mia splendida taglierina da ufficio ho pronti i miei splendidi biglietti da visita!

Al termine di una chiaccherata di lavoro, un potenziale fornitore, mi lascia il suo biglietto da visita…e cosa vedo? è incredibilmente simile al mio, anzi…è praticamente lo stesso! forse anche lui utilizza Office e ha una buona stampante e una splendida taglierina da ufficio!

E’ possibile distinguersi ed essere originali anche in un biglietto da visita? ecco 5 accorgimenti che potrebbero fare la differenza con i tuoi clienti!

  • 1) La grafica Utilizzare il logo ad alta risoluzione, se necessario, inserire foto coerenti con il messaggio che si intende trasmettere e, sopratutto, immagini di buona qualità, possibilmente originali, non rubacchiate da google.Non utilizzare mille font diversi e puntare all’essenzialità.
  • 2) Le finiture Spigoli arrotondati, testo in rilievo, plastificazione, sono alcune delle finiture che possono rendere il tuo prodotto elegante e di impatto.
  • 3) La carta Per i biglietti da visita è sempre meglio utilizzare una grammatura dai 300 g/m² in sù, ma la sola grammatura non basta, anche il tipo di carta fa la differenza: lucida, ruvida, martellata, soft touch, innumerevoli possono essere le soluzioni da adottare, realizzare un biglietto da visita gradevole al tatto, può essere l’elemento in più che fa la differenza rispetto la concorrenza.
  • 4) Il formato La misura standard di un biglietto da visita è 8,5 x 5,5 cm ma non è detto, esistono formati quadrati (6,5×6,5), slim (8,5×4) o addirittura con forma sagomata personalizzata.
  • 5) Gli accessori Realizzare unitamente ai biglietti da visita, dei contenitori o degli espositori, possono rendere più elegante ed efficace l’azione comunicativa che sta dietro il tuo progetto di solidarietà! Puoi utilizzare un espositore per i tuoi biglietti da visita, da tenere in bella vista sulla tua scrivania, o sul desk del tuo negozio, oppure potare con te i biglietti da visita in un apposito involucro portatile, in modo da non doverli cercare nelle mille tasche della tua borsa da lavoro.

Come vedi sono tante le soluzioni che potresti adottare per rendere unico il tuo biglietto da visita, le idee e le soluzioni possono essere innumerevoli, ma per fare davvero la differenza, serve avere un progetto ben preciso e il giusto equilibrio fra le tante opzioni a tua disposizione.

Grazie al CeSVoP,se la tua è una organizzazione di volontariato a norma della legge 266/91 potrai realizzare i tuoi biglietti da visita o le tue card per promuovere la tua associazione di volontariato con il supporto di personale qualificato e compentente.

A questo punto non resta che fare la richiesta, ricordando che
tutti i servizi del CeSVoP sono riservati alle sole associazioni di volontariato con statuto a norma della
legge 266/91.

Puoi richiedere il servizio direttamente da qui cliccando sul tasto verde sottostante! Buon lavoro!

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Servizi Fascia B: come fare?

Torniamo a parlare di Servizi ad accesso diretto CeSVoP. Abbiamo conosciuto come funzionano e quali sono le modalità operative per i servizi di Fascia A (con disponibilità di budget), oggi parliamo di quei servizi che vengono realizzati con il supporto del personale e delle risorse strumentali del Centro Servizi ovvero i servizi di FASCIA B.

Come funziona il servizio di grafica e stampa se lo richiedo all’interno dei servizi ad accesso diretto FASCIA B?

Dopo aver compilato le prime due sezioni del form online andrà selezionata, in fondo, l’opzione Fascia B.

Comparirà una schermata con due sezioni:

  • Informazione e comunicazione
  • Supporto tecnico logistico

Per quanto riguarda i servizi di CeSVoP web ci focalizzeremo sulla prima sezione, che prevede due campi: uno relativo alle campagne di comunicazione, l’altro per l’impaginazione, la grafica e la stampa.

I servizi di fascia B non prevedono budget, ma, come detto sopra, vengono realizzati con il supporto del personale del CeSVoP e gli strumenti interni all’ufficio.

Gli uffici del CeSVoP sono dotati di un fotocopiatore a colori e di un plotter, con i servizi ad accesso diretto di fascia b sarà pertanto possibile realizzare piccole tirature (max 100 stampe A4) e qualche stampa grande formato (max 10).

Una volta inoltrata l’istanza online, si concorderà con l’operatore di riferimento cosa realizzare, fornendo contenuti, eventuali immagini e idee per sviluppare la grafica del prodotto da stampare.

Una volta elaborata, l’operatore sottoporrà all’associazione una bozza grafica in attesa di eventuali modifiche o di un “si stampi”.

Il regolamento prevede, durante l’anno, la possibilità di usufruire 4 volte di un singolo servizio di fascia B.

A questo punto non resta che richiedere il servizio, ricordando che 
i servizi ad accesso diretto, così come tutti i servizi del CeSVoP sono riservati alle sole associazioni di volontariato con statuto a norma della 
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Stampe con i servizi di fascia A: come funziona?

Abbiamo già parlato dei Servizi ad accesso diretto del CeSVoP. Si tratta di una particolare modalità, snella e veloce, per richiedere servizi al CeSVoP, che, ricordiamo, sono riservati alle sole associazioni di volontariato.

Fra i servizi che possono essere richiesti tramite tale modalità, ci sono anche quelli di CeSVoP web, nello specifico:

Abbiamo anche già spiegato (Leggi l’articolo cliccando qui) la differenza fra servizi di fascia A (con un budget spendibile in alcune voci di spesa) e servizi di fascia B (realizzati con il solo supporto delle risorse umane e strumentali del CeSVoP).

Come funziona il servizio di grafica e stampa se lo richiedo all’interno dei servizi ad accesso diretto FASCIA A?

E’ tutto molto semplice, la prima cosa da fare è compilare l’apposito form online, inserendo tutti i dati richiesti (nome associazione, codice fiscale, nome e cognome del referente e recapiti mail e telefonici) nella prima sezione “Dati del richiedente”.

Successivamente vanno specificati i dettagli della tua iniziativa: titolo, location, data di svolgimento e sintesi breve.

Molto spesso i volontari hanno delle difficoltà in questo passaggio, sopratutto se non stanno organizzando una vera e propria iniziativa ma, ad esempio, hanno bisogno di volantini per promuovere una campagna di donazione. In questo caso basterà inserire nel campo “titolo iniziativa” la dicitura “campagna promozionale” e nel campo data inserire un giorno che ricade grossomodo nel periodo in cui si intende attivare tale campagna.

Ricordiamoci, nel campo “descrizione iniziativa” di inserire, oltre a una breve sintesi dell’evento o della campagna, anche tipologia, formati e quantità del materiale che vogliamo realizzare (Manifesti, locandine, depliant etc..)

Una volta compilata la sezione “dettagli iniziativa” si passa a selezionare il tipo di servizio, noi selezioneremo FASCIA A.

Selezionando il campo, appariranno 8 voci di spesa:

  • Catering e/o alimenti
  • Materiale di cancelleria e di consumo
  • Gadget e strutture espositive
  • Editing e stampe digitali
  • Noleggio automezzi
  • Pick-up merci
  • Noleggio spazi e/o aule
  • Noleggio strumenti e attrezzature

A noi interessa la voce “Editing e stampe digitali” dove inseriremo l’importo che desideriamo investire che, ricordiamo, non può superare le 250€ compresa iva, a fronte del budget annuale di 500€ compresa iva che non può essere utilizzato in un’unica voce di spesa.

A questo punto, riceverete una notifica via mail dell’avvenuta consegna dell’istanza e, dopo qualche giorno, verrete contattati dall’operatore di riferimento per l’operatività del servizio.

Per procedere occore avere un preventivo spesa da una ditta individuata direttamente dall’associazione di volontariato richiedente. Questo preventivo deve includere i costi di grafica e stampa e deve essere intestato al CeSVoP.

Se l’associazione non ha una ditta di riferimento, può appoggiarsi ad una di quelle convenzionate con il CeSVoP.

Una volta mandato il preventivo, l’operatore d’area invierà regolare ordine alla ditta individuata dando, di fatto, il via ai lavori.

Il volontario a questo punto potrà realizzare quanto richiesto direttamente presso la tipografia individuata, con l’unico obbligo di far vedere le bozze pre-stampa all’operatore del CeSVoP che, dopo aver verificato la coerenza fra ciò che è stato richiesto e ciò che si vuole realizzare, darà l’ok a procedere.

Tutti gli aspetti fiscali e amministrativi verranno gestiti dalla ditta individuata e dal CeSVoP senza gravare sull’associazione.

A questo punto non resta che richiedere il servizio, ricordando che
i servizi ad accesso diretto, così come tutti i servizi del CeSVoP sono riservati alle sole associazioni di volontariato con statuto a norma della
legge 266/91.

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Comunicare il volontariato

Il volontariato è portatore di valori, speranze,  idee, cambiamento, innovazione e benessere, è costruttore di relazioni e di ponti tra persone, esperienze e opinioni diverse, è linfa vitale per la comunità.

Per un’associazione di volontariato, comunicare all’esterno la propria missione, i valori, le attività e i progetti che vengono realizzati è uno strumento utile per generare relazioni di fiducia, sensibilizzare la popolazione su certi temi, raccogliere il consenso e le risorse adeguate a raggiungere gli obiettivi  prefissati e contribuire così allo sviluppo positivo della società.

Spesso le associazioni di volontariato trascurano gli aspetti legati all’immagine, alla comunicazione e alla diffusione delle loro iniziative focalizzandosi maggiormente sulla singola attività, privilegiando valori e relazioni di volontari e utenti.

Se questi valori e queste relazioni sono ben chiari e importanti per chi opera quotidianamente nel settore del volontariato, così non è per tutte quelle persone che invece non conoscono questo mondo.

Saper comunicare ciò che si fa, sopratutto se dietro ci sono valori e ideali molto forti, è fondamentale per trovare supporto e sostegno in azioni che, come ben sappiamo, non sono retribuite.

Una buona comunicazione in una attività di volontariato, può generare interesse nella comunità, può far avvicinare nuovi volontari, può aumentare il numero delle donazioni.

E’ chiaro che la comunicazione, in qualsiasi settore, non può essere un aspetto marginale, e richiede attenzione e costanza e il volontariato non fa eccezione.

Realtà grandi come Emergecy, Medici senza frontiere, Unicef hanno sperimentato con successo i benefici che un buon lavoro sulla comunicazione può avere sulle attività di volontariato.

Anche realtà di volontariato più piccole come AVIS, AUSER o ABIO hanno una loro identità grazie alla cura degli aspetti legati alla comunicazione.

Ma per le piccole realtà? per le associazioni di quartiere? Spesso ci sono altre priorità e la comunicazione richiede troppo tempo, troppa competenza per essere curata con continuità e portare risultati.

Se il modello di riferimento è rappresentato solo dalle grandi realtà di volontariato è chiaro che la cura degli aspetti legati alla comunicazione diventa insostenibile al solo pensiero.

Ma se si ha la capacità di definire il proprio raggio di azione (ad esempio il quartiere, la circoscrizione, una particolare nicchia di utenti) e di fissare dei piccoli obiettivi (ad esempio aggregare 1 volontario al mese, piuttosto che raccogliere i soldi necessari ad organizzare la gita con i bambini che fanno doposcuola) la comunicazione può diventare un ottimo alleato per la piccola realtà di volontariato.

Inoltre, grazie ai Centri di Servizio per il Volontariato, le associazioni possono contare su personale esperto e qualificato che può dare loro supporto proprio in questo ambito, attraverso la consulenza, la grafica, la stampa, la realizzazione di siti web, campagne social e tutto ciò che è collegato alla comunicazione.

CeSVoP Web è un esempio concreto di come si possa supportare il volontariato in tutti questi aspetti attraverso un kit di servizi specifici legati al mondo del web e della comunicazione.

Con il supporto degli operatori dell’Area Comunicazione, il CSV di Palermo, offre alle associazioni di volontariato della Sicilia Occidentale (AG, CL, PA, TP) un plafone di servizi di comunicazione: partendo dalla consulenza, passando per progettazione, elaborazione grafica, pubblicazione sul web e stampa. Eccone alcuni:

  • Siti Web
  • Piani di comunicazione personalizzati
  • Grafica e stampa
  • Social media Strategies
  • Elaborazione logotipi
  • biglietti da visita, manifesti, locandine
  • volantini, depliant, brochure, opuscoli

Sono tutti servizi gratuiti riservati esclusivamente alle associazioni di volontariato secondo quanto previsto dalla legge 266/91.