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Come individuare il target di riferimento della mia no profit

Il primo passo in una strategia di comunicazione o di marketing è la definizione del pubblico di destinazione in modo da poter adeguare il messaggio.

Per le aziende, solitamente si tratta dei tipici acquirenti potenziali di un prodotto o servizio. Per una non profit possono essere potenziali volontari per un’iniziativa, sostenitori per diffondere un messaggio o donatori per sostenere una causa. 

Anche le piccole e medie organizzazioni del terzo settore devono occuparsi attivamente della loro strategia di comunicazione in un’ottica di raising sia che abbia per oggetto le donazioni economiche sia che abbia a che fare con il volontariato

Una regola generale della strategia di comunicazione è che tutte le volte che è possibile, bisogna cercare di definire un pubblico di riferimento per prodotto o servizio.

Le seguenti 5 domande sono progettate per aiutarti a identificare meglio il tuo pubblico di destinazione così da definire al meglio la strategia di comunicazione in modo che la tua organizzazione possa ottimizzare i tuoi messaggi per raggiungerlo in modo più efficace.

1. Qual è l’azione desiderata del tuo pubblico di destinazione?

  • Fare volontariato nella tua organizzazione
  • Donare alla tua organizzazione
  • Conoscere le iniziative della tua organizzazione
  • Diffondere il messaggio della tua organizzazione e farla conoscere

2. Come pensano?

  • Tipi di personalità
  • atteggiamenti
  • Valori
  • Interesse / Hobby
  • Stili di vita
  • comportamenti

3. Cosa li spinge a intraprendere un’azione? (donare, fare volontariato, condividere, ecc.)

Cosa li influenza a fare il passo finale? Quali ostacoli potrebbero trovarsi sulla loro strada?

4. Quali media usano attualmente?

Considera le riviste che leggono, la tv e i film che guardano, i siti web che visitano, i siti di social media che frequentano. Per i social media, considera i tempi e i tipi di contenuti con cui interagiscono (seguito, clic, commenti, citazioni, Mi piace e condivisioni): per capirlo “frequenta” i gruppi che frequenta il tuo target

5. Come puoi raggiungere al meglio il tuo pubblico di destinazione?

Scegli strumenti, piattaforme e strategie più adatte a raggiungere il tuo pubblico di riferimento.

Definire il pubblico di riferimento ora

Questi sono solo spunti, è importante capire però che, se si vogliono ottenere risultati concreti per la crescita della nostra organizzazione, occorre fare questo tipo di pianificazione, probabilmente è un processo più faticoso da intraprendere, ma porterà sicuramente più risultati.

Il CeSVoP da sempre supporta le organizzazioni no profit e gli enti di terzo settore in tutti gli aspetti della comunicazione in ambito sociale: attraverso servizi dedicati e attività formative specifiche potrai intraprendere un percorso di crescita della tua organizzazione acquisendo nuove competenze e individuando ciò che è più adatto alla tua realtà associativa per comunicarsi e promuoversi al meglio attraverso strumenti e piattaforme digitali.

Puoi approfondire questo e altri argomenti partecipando al percorso formativo IO COMUNICO!

IO COMUNICO è un PERCORSO FORMATIVO ONLINE a cura del CeSVoP riservato alle organizzazioni di volontariato e agli enti di terzo settore delle provincie di AG, CL, PA, TP.

Le attività si svolgeranno principalmente sulla piattaforma FAD di CSVnet e con degli incontri in videoconferenza.

Il percorso è strutturato in 4 step progressivi che via via accresceranno nelle organizzazioni partecipanti la consapevolezza di una nuova CULTURA DELLA COMUNICAZIONE e della TRASFORMAZIONE DIGITALE

LE ISCRIZIONI SONO APERTE

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Comunicare con i social media

Secondo le rilevazioni Istat, in Italia, sono presenti oltre 300.000 enti no profit che vedono impegnati quasi 5 milioni di volontari e, circa il 90% delle stesse, utilizza i social media per comunicare con una fetta di pubblico ben più ampia rispetto a quella che raggiungerebbero con i semplici media tradizionali.

Ovviamente, non tutti gli enti no profit hanno un raggio di azione su territorio nazionale, infatti esistono molte piccole realtà che operano su territorio locale e che hanno necessità di far conoscere le proprie attività ad un pubblico ristretto. Proprio per questo motivo, entrano in gioco i social media.

Il problema di base è che i canali social dei piccoli enti no profit non vengono quasi mai gestiti da professionisti del settore, bensì da chi ha semplicemente un po’ di maestria con internet e le nuove forme di comunicazione. Questo è deleterio per l’ente stesso, in quanto non è pubblicare qualcosa su Facebook a fare la differenza. Quello che cambia la percezione è possedere una strategia di comunicazione ed un piano per raggiungere fette di pubblico sempre più ampie, con il fine di creare una community non solo online, ma anche e soprattutto offline.

Social media per no profit: raccontarsi al pubblico

Come dicevamo poco sopra, lo scopo di comunicare online è quello di creare una community qualificata che possa partecipare attivamente alle attività organizzate offline dall’associazione. Per questo motivo, la prima cosa da fare è impostare una strategia multicanale che veda protagonista non solo Facebook, ma anche altri social dove è possibile scovare il vostro target.

Un errore molto comune è quello di creare una semplice pagina Facebook, invitare tutti i propri amici a cliccare su like e iniziare a pubblicare dei post senza alcuna strategia. Nulla di più sbagliato!!! Prima di compiere qualunque azione, è necessario farsi qualche domanda relativamente al target di destinazione.

È importantissimo comprendere, prima di tutto, a quale pubblico ci si vuole rivolgere così da scegliere i canali social più adatti alla comunicazione e studiarne il linguaggio. Ad esempio, se mi rivolgo ad un pubblico di giovanissimi, si renderà necessario aprire un canale Snapchat oltre che il classico Facebook. Se la mission dell’ente conta una buona parte strutturata sul visual (es. associazione culturale che organizza corsi di pittura, fotografia e così via) potreste pensare di aprire anche un canale Instagram dove condividere creazioni, momenti della quotidianità dei volontari e, ancora, i retroscena. Non dimenticate di utilizzare le Stories con i geotag, così da farvi trovare più facilmente da coloro che abitano sullo stesso territorio di appartenenza.

Una volta definiti i canali social con i quali operare, non resta che decidere cosa raccontare. La prima cosa da fare è quella di compilare perfettamente le informazioni e iniziare il racconto da principio.

  • Perché nasce l’ente no profit?
  • Quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere?
  • Cosa desiderate fare per il vostro pubblico?

Ad esempio, se siete un’associazione culturale che organizza iniziative per stimolare la comunità, raccontate perché fate tutto questo, studiate le diverse manifestazioni da organizzare con tutti loro attraverso sondaggi, quiz e gamification. In ultimo, ma non certo per importanza, condividete contenuti utili a tutta la comunità come articoli, tutorial e così via.

Perchè utilizzare i social media per promuovere la mia organizzazione?

Perchè un’associazione dovrebbe aprire una pagina Facebook oppure un account su Instagram Youtube? Il CESVOT ha realizzato recentemente un vademecum (clicca qui per scaricarlo) dedicato ai social media per il terzo settore: le associazioni – anche le più piccole – possono utilizzare la comunicazione social come volano di crescita e affermazione della propria mission, come strumento per facilitare donazioni e raccolte fondi, per coinvolgere in modo sempre più personalizzato i propri pubblici di riferimento.

Tutto ciò a patto che si compia una scelta ponderata e consapevole, che si conoscano le perculiarità di ogni piattaforma e se ne comprendano caratteristiche, linguaggi, punti di forza e dobolezza. Nel volume (clicca qui per scaricarlo) sono pubblicati anche approfondimenti sull’uso della messaggistica, su come difendersi da bufale e fake newsreclutare nuovi volontari e fare fundraising attraverso i social network.

L’ente no profit visto come brand

L’ente no profit, sui social media, è un vero e proprio brand. Se un marchio utilizza i social network per promuovere i propri prodotti, un’organizzazione dovrà essere altrettanto brava a comunicare i propri servizi per la comunità, i propri valori e la propria mission in modo da generare un coinvolgimento sempre maggiore sul territorio.

Proprio per questo motivo, la comunicazione non può essere improvvisata e lasciata fare al volontario più giovane che “smanetta” su Facebook per svago, bensì occorre avere delle solide basi in comunicazione.

Il CeSVoP da sempre supporta le organizzazioni no profit e gli enti di terzo settore in tutti gli aspetti della comunicazione in ambito sociale: attraverso servizi dedicati e attività formative specifiche potrai intraprendere un percorso di crescita della tua organizzazione acquisendo nuove competenze e individuando ciò che è più adatto alla tua realtà associativa per comunicarsi e promuoversi al meglio attraverso strumenti e piattaforme digitali.

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Le attività si svolgeranno principalmente sulla piattaforma FAD di CSVnet e con degli incontri in videoconferenza.

Il percorso è strutturato in 4 step progressivi che via via accresceranno nelle organizzazioni partecipanti la consapevolezza di una nuova CULTURA DELLA COMUNICAZIONE e della TRASFORMAZIONE DIGITALE

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Marketing e no profit

Viviamo in un periodo storico caratterizzato da un grande sovraffollamento attorno al concetto di giusta causa. Le organizzazioni appartenenti al mondo non-profit (comunemente chiamato no-profit) operano all’interno di un mercato concorrenziale, proprio quanto le aziende nel mondo profit.

Partendo dal concetto basilare secondo cui “differenziarsi è l’unico modo per sopravvivere in un ambiente altamente concorrenziale”, nasce l’esigenza per le no profit di trovare un posizionamento ben definito sul mercato, comunicando la propria identità e guadagnandosi la fiducia del pubblico di riferimento. Nasce il concetto di Marketing Sociale: strategie e tecniche di comunicazione specifiche per le organizzazioni attive nel terzo settore. Molte domande sorgono spontanee intorno a questo argomento. Di cosa si tratta esattamente? In cosa si differenzia rispetto al marketing che generalmente viene utilizzato per il mondo profit?

Con l’espressione “marketing sociale”, introdotta nel 1971 da Philip Kotler, si intende “l’utilizzo delle strategie e delle tecniche del marketing per influenzare un gruppo target ad accettare, modificare o abbandonare un comportamento in modo volontario, al fine di ottenere un vantaggio per i singoli individui o la società nel suo complesso”.

Come si caratterizza il marketing delle Organizzazioni Non Profit?

Se il marketing trova applicazione in molti ambiti (territorio, politica, società, cultura) il marketing sociale, a sua volta, si collega a numerose discipline (sociologia, psicologia, antropologia) e incoraggia scelte e comportamenti responsabili per ottenere un beneficio individuale e/o collettivo (a differenza del marketing “commerciale” che punta al profitto). Quali organismi possono avvalersi del marketing sociale?

• Terzo Settore
• Enti Locali
• Sanità
• Ambiente/Cultura/Sport
• Scuola
• Imprenditori e aziende

Quali sono gli obiettivi di una No profit e le strategie più adatte per raggiungerli?

Una organizzazione no profit non deve “vendere” prodotti o servizi, ma “proporre se stessa”, mostrare un modello, sensibilizzare gli interlocutori sociali, generare fiducia e consenso rispetto alla sua mission, ai suoi progetti e alle sue attività. Attività che possono essere: diffusione dei valori dell’associazione (se il fine è farsi conoscere e acquisire nuovi sostenitori); promozione di un progetto in corso e raccolta fondi; oppure, dialogo con i donatori (se si desidera “fidelizzare”).

Un po’ come avviene nel mondo profit, si può avvertire una certa concorrenza anche tra le organizzazioni no profit, ormai numerose e spesso molto simili nella loro “buona causa”. Tuttavia, ciascuna ha proprie specificità: ecco perchè è necessaria una strategia di marketing sociale: serve a creare l’identità e il posizionamento, comunicando la mission in modo chiaro, trasparente e, soprattutto, personalizzato. Meglio bandire le spettacolarizzazioni, le immagini crudeli o le parole troppo fredde o vittimistiche: una no profit deve raccontare la realtà dei luoghi in cui opera sì, ma con delicatezza. Deve informare senza sconvolgere, mostrare senza impressionare, coinvolgere senza “pressare”. Questione di sfumature, diciamo.

D’altronde, non a caso si parla da tempo di etica della comunicazione e del fundraising. A ciò si lega anche il concetto di Cause Related Marketing tra aziende profit e non profit: diversamente dalla sponsorizzazione di eventi, che si esaurisce con un finanziamento unico, il CRM rappresenta una vera e propria alleanza continuativa tra azienda X e realtà non-profit Y. con reciproci vantaggi. La prima ottiene buoni ritorni d’immagine, la seconda un importante aiuto per portare a termine uno specifico progetto di sensibilizzazione e/o raccolta fondi.

Operare, prosperare e sensibilizzare la propria causa senza spendere una notevole quantità di denaro può sembrare impossibile in un mondo di inserzionisti online finanziariamente attrezzati. Ma ogni sfida è fatta per essere affrontata e vinta e, anche per quanto riguarda il marketing sociale, sono tantissime le opportunità per costruire un buon piano di comunicazione e raggiungere i propri obiettivi.

Sono infatti molti gli strumenti e tante le strategie di marketing digitale per aiutare le organizzazioni no profit a farsi notare in un mondo digitale sovra popolato, senza spendere però tutto il budget (esiguo) di cui dispongono.

Il CeSVoP da diversi anni si impegna in servizi e attività formative rivolte al no profit per sapersi raccontare differenziandosi attraverso strategie di comunicazione e marketing, se pensi che la tua organizzazione possa intraprendere un percorso di crescita per promuoversi all’esterno in maniera efficace, fissando precisi obiettivi da raggiungere, chiedi subito una consulenza cliccando sul pulsante verde alla fine dell’articolo.

Per accedere gratuitamente ai servizi e alle consulenze del CeSVoP, riservati esclusivamente ad organizzazioni di volontariato ed enti di terzo settore, è necessario essere accreditati attraverso la nostra piattaforma, se non lo hai ancora fatto, clicca subito qui e in pochi click potrai beneficiare gratuitamente di tutti i nostri servizi e le nostre consulenze.

Per maggiori informazioni puoi chiamare l’operatore di riferimento Danilo Conigliaro al numero interno 091 777 57 03 oppure, cliccando il bottone sottostante potrai richiedere i servizi di comunicazione direttamente online.

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