Tag Archive strumenti di comunicazione per il volontaraito

Come individuare il target di riferimento della mia no profit

Il primo passo in una strategia di comunicazione o di marketing è la definizione del pubblico di destinazione in modo da poter adeguare il messaggio.

Per le aziende, solitamente si tratta dei tipici acquirenti potenziali di un prodotto o servizio. Per una non profit possono essere potenziali volontari per un’iniziativa, sostenitori per diffondere un messaggio o donatori per sostenere una causa. 

Anche le piccole e medie organizzazioni del terzo settore devono occuparsi attivamente della loro strategia di comunicazione in un’ottica di raising sia che abbia per oggetto le donazioni economiche sia che abbia a che fare con il volontariato

Una regola generale della strategia di comunicazione è che tutte le volte che è possibile, bisogna cercare di definire un pubblico di riferimento per prodotto o servizio.

Le seguenti 5 domande sono progettate per aiutarti a identificare meglio il tuo pubblico di destinazione così da definire al meglio la strategia di comunicazione in modo che la tua organizzazione possa ottimizzare i tuoi messaggi per raggiungerlo in modo più efficace.

1. Qual è l’azione desiderata del tuo pubblico di destinazione?

  • Fare volontariato nella tua organizzazione
  • Donare alla tua organizzazione
  • Conoscere le iniziative della tua organizzazione
  • Diffondere il messaggio della tua organizzazione e farla conoscere

2. Come pensano?

  • Tipi di personalità
  • atteggiamenti
  • Valori
  • Interesse / Hobby
  • Stili di vita
  • comportamenti

3. Cosa li spinge a intraprendere un’azione? (donare, fare volontariato, condividere, ecc.)

Cosa li influenza a fare il passo finale? Quali ostacoli potrebbero trovarsi sulla loro strada?

4. Quali media usano attualmente?

Considera le riviste che leggono, la tv e i film che guardano, i siti web che visitano, i siti di social media che frequentano. Per i social media, considera i tempi e i tipi di contenuti con cui interagiscono (seguito, clic, commenti, citazioni, Mi piace e condivisioni): per capirlo “frequenta” i gruppi che frequenta il tuo target

5. Come puoi raggiungere al meglio il tuo pubblico di destinazione?

Scegli strumenti, piattaforme e strategie più adatte a raggiungere il tuo pubblico di riferimento.

Definire il pubblico di riferimento ora

Questi sono solo spunti, è importante capire però che, se si vogliono ottenere risultati concreti per la crescita della nostra organizzazione, occorre fare questo tipo di pianificazione, probabilmente è un processo più faticoso da intraprendere, ma porterà sicuramente più risultati.

Il CeSVoP da sempre supporta le organizzazioni no profit e gli enti di terzo settore in tutti gli aspetti della comunicazione in ambito sociale: attraverso servizi dedicati e attività formative specifiche potrai intraprendere un percorso di crescita della tua organizzazione acquisendo nuove competenze e individuando ciò che è più adatto alla tua realtà associativa per comunicarsi e promuoversi al meglio attraverso strumenti e piattaforme digitali.

Puoi approfondire questo e altri argomenti partecipando al percorso formativo IO COMUNICO!

IO COMUNICO è un PERCORSO FORMATIVO ONLINE a cura del CeSVoP riservato alle organizzazioni di volontariato e agli enti di terzo settore delle provincie di AG, CL, PA, TP.

Le attività si svolgeranno principalmente sulla piattaforma FAD di CSVnet e con degli incontri in videoconferenza.

Il percorso è strutturato in 4 step progressivi che via via accresceranno nelle organizzazioni partecipanti la consapevolezza di una nuova CULTURA DELLA COMUNICAZIONE e della TRASFORMAZIONE DIGITALE

LE ISCRIZIONI SONO APERTE

Tags, , , ,

Comunicare con i social media

Secondo le rilevazioni Istat, in Italia, sono presenti oltre 300.000 enti no profit che vedono impegnati quasi 5 milioni di volontari e, circa il 90% delle stesse, utilizza i social media per comunicare con una fetta di pubblico ben più ampia rispetto a quella che raggiungerebbero con i semplici media tradizionali.

Ovviamente, non tutti gli enti no profit hanno un raggio di azione su territorio nazionale, infatti esistono molte piccole realtà che operano su territorio locale e che hanno necessità di far conoscere le proprie attività ad un pubblico ristretto. Proprio per questo motivo, entrano in gioco i social media.

Il problema di base è che i canali social dei piccoli enti no profit non vengono quasi mai gestiti da professionisti del settore, bensì da chi ha semplicemente un po’ di maestria con internet e le nuove forme di comunicazione. Questo è deleterio per l’ente stesso, in quanto non è pubblicare qualcosa su Facebook a fare la differenza. Quello che cambia la percezione è possedere una strategia di comunicazione ed un piano per raggiungere fette di pubblico sempre più ampie, con il fine di creare una community non solo online, ma anche e soprattutto offline.

Social media per no profit: raccontarsi al pubblico

Come dicevamo poco sopra, lo scopo di comunicare online è quello di creare una community qualificata che possa partecipare attivamente alle attività organizzate offline dall’associazione. Per questo motivo, la prima cosa da fare è impostare una strategia multicanale che veda protagonista non solo Facebook, ma anche altri social dove è possibile scovare il vostro target.

Un errore molto comune è quello di creare una semplice pagina Facebook, invitare tutti i propri amici a cliccare su like e iniziare a pubblicare dei post senza alcuna strategia. Nulla di più sbagliato!!! Prima di compiere qualunque azione, è necessario farsi qualche domanda relativamente al target di destinazione.

È importantissimo comprendere, prima di tutto, a quale pubblico ci si vuole rivolgere così da scegliere i canali social più adatti alla comunicazione e studiarne il linguaggio. Ad esempio, se mi rivolgo ad un pubblico di giovanissimi, si renderà necessario aprire un canale Snapchat oltre che il classico Facebook. Se la mission dell’ente conta una buona parte strutturata sul visual (es. associazione culturale che organizza corsi di pittura, fotografia e così via) potreste pensare di aprire anche un canale Instagram dove condividere creazioni, momenti della quotidianità dei volontari e, ancora, i retroscena. Non dimenticate di utilizzare le Stories con i geotag, così da farvi trovare più facilmente da coloro che abitano sullo stesso territorio di appartenenza.

Una volta definiti i canali social con i quali operare, non resta che decidere cosa raccontare. La prima cosa da fare è quella di compilare perfettamente le informazioni e iniziare il racconto da principio.

  • Perché nasce l’ente no profit?
  • Quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere?
  • Cosa desiderate fare per il vostro pubblico?

Ad esempio, se siete un’associazione culturale che organizza iniziative per stimolare la comunità, raccontate perché fate tutto questo, studiate le diverse manifestazioni da organizzare con tutti loro attraverso sondaggi, quiz e gamification. In ultimo, ma non certo per importanza, condividete contenuti utili a tutta la comunità come articoli, tutorial e così via.

Perchè utilizzare i social media per promuovere la mia organizzazione?

Perchè un’associazione dovrebbe aprire una pagina Facebook oppure un account su Instagram Youtube? Il CESVOT ha realizzato recentemente un vademecum (clicca qui per scaricarlo) dedicato ai social media per il terzo settore: le associazioni – anche le più piccole – possono utilizzare la comunicazione social come volano di crescita e affermazione della propria mission, come strumento per facilitare donazioni e raccolte fondi, per coinvolgere in modo sempre più personalizzato i propri pubblici di riferimento.

Tutto ciò a patto che si compia una scelta ponderata e consapevole, che si conoscano le perculiarità di ogni piattaforma e se ne comprendano caratteristiche, linguaggi, punti di forza e dobolezza. Nel volume (clicca qui per scaricarlo) sono pubblicati anche approfondimenti sull’uso della messaggistica, su come difendersi da bufale e fake newsreclutare nuovi volontari e fare fundraising attraverso i social network.

L’ente no profit visto come brand

L’ente no profit, sui social media, è un vero e proprio brand. Se un marchio utilizza i social network per promuovere i propri prodotti, un’organizzazione dovrà essere altrettanto brava a comunicare i propri servizi per la comunità, i propri valori e la propria mission in modo da generare un coinvolgimento sempre maggiore sul territorio.

Proprio per questo motivo, la comunicazione non può essere improvvisata e lasciata fare al volontario più giovane che “smanetta” su Facebook per svago, bensì occorre avere delle solide basi in comunicazione.

Il CeSVoP da sempre supporta le organizzazioni no profit e gli enti di terzo settore in tutti gli aspetti della comunicazione in ambito sociale: attraverso servizi dedicati e attività formative specifiche potrai intraprendere un percorso di crescita della tua organizzazione acquisendo nuove competenze e individuando ciò che è più adatto alla tua realtà associativa per comunicarsi e promuoversi al meglio attraverso strumenti e piattaforme digitali.

Puoi approfondire questo e altri argomenti partecipando al percorso formativo IO COMUNICO!

IO COMUNICO è un PERCORSO FORMATIVO ONLINE a cura del CeSVoP riservato alle organizzazioni di volontariato e agli enti di terzo settore delle provincie di AG, CL, PA, TP.

Le attività si svolgeranno principalmente sulla piattaforma FAD di CSVnet e con degli incontri in videoconferenza.

Il percorso è strutturato in 4 step progressivi che via via accresceranno nelle organizzazioni partecipanti la consapevolezza di una nuova CULTURA DELLA COMUNICAZIONE e della TRASFORMAZIONE DIGITALE

LE ISCRIZIONI SONO APERTE

Tags, , , , ,

Marketing e no profit

Viviamo in un periodo storico caratterizzato da un grande sovraffollamento attorno al concetto di giusta causa. Le organizzazioni appartenenti al mondo non-profit (comunemente chiamato no-profit) operano all’interno di un mercato concorrenziale, proprio quanto le aziende nel mondo profit.

Partendo dal concetto basilare secondo cui “differenziarsi è l’unico modo per sopravvivere in un ambiente altamente concorrenziale”, nasce l’esigenza per le no profit di trovare un posizionamento ben definito sul mercato, comunicando la propria identità e guadagnandosi la fiducia del pubblico di riferimento. Nasce il concetto di Marketing Sociale: strategie e tecniche di comunicazione specifiche per le organizzazioni attive nel terzo settore. Molte domande sorgono spontanee intorno a questo argomento. Di cosa si tratta esattamente? In cosa si differenzia rispetto al marketing che generalmente viene utilizzato per il mondo profit?

Con l’espressione “marketing sociale”, introdotta nel 1971 da Philip Kotler, si intende “l’utilizzo delle strategie e delle tecniche del marketing per influenzare un gruppo target ad accettare, modificare o abbandonare un comportamento in modo volontario, al fine di ottenere un vantaggio per i singoli individui o la società nel suo complesso”.

Come si caratterizza il marketing delle Organizzazioni Non Profit?

Se il marketing trova applicazione in molti ambiti (territorio, politica, società, cultura) il marketing sociale, a sua volta, si collega a numerose discipline (sociologia, psicologia, antropologia) e incoraggia scelte e comportamenti responsabili per ottenere un beneficio individuale e/o collettivo (a differenza del marketing “commerciale” che punta al profitto). Quali organismi possono avvalersi del marketing sociale?

• Terzo Settore
• Enti Locali
• Sanità
• Ambiente/Cultura/Sport
• Scuola
• Imprenditori e aziende

Quali sono gli obiettivi di una No profit e le strategie più adatte per raggiungerli?

Una organizzazione no profit non deve “vendere” prodotti o servizi, ma “proporre se stessa”, mostrare un modello, sensibilizzare gli interlocutori sociali, generare fiducia e consenso rispetto alla sua mission, ai suoi progetti e alle sue attività. Attività che possono essere: diffusione dei valori dell’associazione (se il fine è farsi conoscere e acquisire nuovi sostenitori); promozione di un progetto in corso e raccolta fondi; oppure, dialogo con i donatori (se si desidera “fidelizzare”).

Un po’ come avviene nel mondo profit, si può avvertire una certa concorrenza anche tra le organizzazioni no profit, ormai numerose e spesso molto simili nella loro “buona causa”. Tuttavia, ciascuna ha proprie specificità: ecco perchè è necessaria una strategia di marketing sociale: serve a creare l’identità e il posizionamento, comunicando la mission in modo chiaro, trasparente e, soprattutto, personalizzato. Meglio bandire le spettacolarizzazioni, le immagini crudeli o le parole troppo fredde o vittimistiche: una no profit deve raccontare la realtà dei luoghi in cui opera sì, ma con delicatezza. Deve informare senza sconvolgere, mostrare senza impressionare, coinvolgere senza “pressare”. Questione di sfumature, diciamo.

D’altronde, non a caso si parla da tempo di etica della comunicazione e del fundraising. A ciò si lega anche il concetto di Cause Related Marketing tra aziende profit e non profit: diversamente dalla sponsorizzazione di eventi, che si esaurisce con un finanziamento unico, il CRM rappresenta una vera e propria alleanza continuativa tra azienda X e realtà non-profit Y. con reciproci vantaggi. La prima ottiene buoni ritorni d’immagine, la seconda un importante aiuto per portare a termine uno specifico progetto di sensibilizzazione e/o raccolta fondi.

Operare, prosperare e sensibilizzare la propria causa senza spendere una notevole quantità di denaro può sembrare impossibile in un mondo di inserzionisti online finanziariamente attrezzati. Ma ogni sfida è fatta per essere affrontata e vinta e, anche per quanto riguarda il marketing sociale, sono tantissime le opportunità per costruire un buon piano di comunicazione e raggiungere i propri obiettivi.

Sono infatti molti gli strumenti e tante le strategie di marketing digitale per aiutare le organizzazioni no profit a farsi notare in un mondo digitale sovra popolato, senza spendere però tutto il budget (esiguo) di cui dispongono.

Il CeSVoP da diversi anni si impegna in servizi e attività formative rivolte al no profit per sapersi raccontare differenziandosi attraverso strategie di comunicazione e marketing, se pensi che la tua organizzazione possa intraprendere un percorso di crescita per promuoversi all’esterno in maniera efficace, fissando precisi obiettivi da raggiungere, chiedi subito una consulenza cliccando sul pulsante verde alla fine dell’articolo.

Per accedere gratuitamente ai servizi e alle consulenze del CeSVoP, riservati esclusivamente ad organizzazioni di volontariato ed enti di terzo settore, è necessario essere accreditati attraverso la nostra piattaforma, se non lo hai ancora fatto, clicca subito qui e in pochi click potrai beneficiare gratuitamente di tutti i nostri servizi e le nostre consulenze.

Per maggiori informazioni puoi chiamare l’operatore di riferimento Danilo Conigliaro al numero interno 091 777 57 03 oppure, cliccando il bottone sottostante potrai richiedere i servizi di comunicazione direttamente online.

Puoi approfondire questo e altri argomenti partecipando al percorso formativo IO COMUNICO!

IO COMUNICO è un PERCORSO FORMATIVO ONLINE a cura del CeSVoP riservato alle organizzazioni di volontariato e agli enti di terzo settore delle provincie di AG, CL, PA, TP.

Le attività si svolgeranno principalmente sulla piattaforma FAD di CSVnet e con degli incontri in videoconferenza.

Il percorso è strutturato in 4 step progressivi che via via accresceranno nelle organizzazioni partecipanti la consapevolezza di una nuova CULTURA DELLA COMUNICAZIONE e della TRASFORMAZIONE DIGITALE

LE ISCRIZIONI SONO APERTE

Tags, , ,

Parliamo di MISSION

Nel mondo profit, il motivo per cui un consumatore può essere fedele ad un marchio è soprattutto per i valori che lo caratterizzano. I migliori brand sono quelli che riescono ad offrire un’esperienza eccezionale ai loro clienti e dipendenti combinando elementi funzionali, emotivi e razionali. Tali valori, validi anche e sopratutto per il mondo NO PROFIT, sono, in genere, racchiusi nella cosiddetta mission.

Cos’è la mission

La mission è la dichiarazione di ciò che un’organizzazione fa, di come lo fa e del perché lo fa. Comprende, quasi sempre, una descrizione generale dell’organizzazione, le sue funzioni ed i suoi obiettivi.

Perché è importante avere una mission

Avere una mission può essere importante per diverse ragioni:

  • Fornire un orientamento chiaro e preciso all’organizzazione;
  • Generare nuove idee;
  • Dare forma alla cultura associativa;
  • Rafforzare la coerenza e l’immagine associativa;

Orientare l’organizzazione

Identificando il motivo alla base dell’esistenza stessa dell’associazione, è più facile comprendere gli obiettivi che l’organizzazione dovrebbe impegnarsi a raggiungere attraverso le sfide future che sarà chiamata ad affrontare.

Generare nuove idee

Quando si pensa alla mission, specie se la discussione coinvolge diverse figure interne all’organizzazione (per ruolo ricoperto, professione, istruzione ecc..), è molto facile che si generino nuove idee. La missione può, dunque, essere un mezzo potentissimo per aprire la mente e guardare con occhi diversi alle prospettive future dell’organizzazione.

Dare forma alla cultura associativa

La mission non solo determina come dovrebbe agire un’organizzazione nel suo insieme, ma anche il modo in cui volontari, soci e utenti guardano l’associazione stessa.

Rafforzare la coerenza e l’immagine associativa

Man mano che l’organizzazione cresce, inevitabilmente nasceranno diverse progettualità, nuove sedi e arriveranno nuovi volontari. I percorsi di crescita ed evoluzione potrebbero far perdere di vista i valori fondanti, la filosofia e la cultura dell’organizzazione.

La mission deve essere il punto di riferimento che guida, in qualunque momento, le azioni e le decisioni di ogni membro dell’organizzazione le quali, se allineate alla missione, tenderanno ad essere coerenti. Affinché la mission sia coerente, essa dovrebbe essere chiara e non lasciare spazio a possibili interpretazioni errate.

Impegnarsi nel migliorare o scrivere la propria mission può portare solo benefici all’ente: ne beneficiano le persone che sono all’interno dell’organizzazione (volontari e non), i quali, con il processo di stesura e condivisione della mission, migliorano la comunicazione e chiariscono gli obiettivi operativi; dall’altra, i benefici saranno proiettati allo stesso modo anche verso l’esterno, poiché sarà molto più semplice e naturale riuscire a spiegare al potenziale donatore e/o volontario, chi siamo e perché meritiamo di ricevere il loro sostegno.

Qual è la differenza tra mission e vision

Sono ancora molti quelli che tendono a confondere mission e vision. La mission riporta l’obiettivo principale di un’organizzazione che, solitamente, rimane invariato nel corso del tempo ma che, in alcune circostanze, può anche mutare. Avere una mission è fondamentale perché rivela il motivo per cui si esiste. Tale scopo dovrebbe essere chiaro, netto, preciso ed indirizzare il presente dell’organizzazione.

La vision descrive, invece, ciò a cui l’organizzazione aspira, lo status che vorrebbe raggiungere nel medio o lungo termine. È la leva che guida le linee programmatiche associative del futuro. Un’ente sprovvisto di vision è privo di prospettive, non in grado di proiettarsi in un orizzonte temporale medio-lungo e che farà più fatica ad adattarsi al cambiamento.

Suggerimenti per scrivere una mission efficace

Mentre la vision pone l’accento sul futuro, la mission mette in luce cosa sia l’organizzazione ora, si concentra sul presente, deve essere una guida operativa all’agire dell’organizzazione e deve contenere alcuni elementi chiave, descrivendo in modo chiaro e conciso il perché l’organizzazione esiste, la sua unicità (in cosa si distingue dalle altre organizzazioni concorrenti), i valori che ne guidano l’azione, il target a cui si rivolge, gli strumenti che utilizza, i bisogni a cui risponde, le risorse su cui fa affidamento.

La mission va formalizzata seguendo il seguente schema logico

a) Valori di riferimento/Vision  
I valori di riferimento (Noi crediamo che…)

b) Ostacoli che impediscono ai valori di affermarsi
La chiara definizione dei problemi su cui si intende intervenire (Il problema a cui vogliamo rispondere è…)

c) Soluzione proposta dall’organizzazione, in termini generali
Delineare ciò che bisogna fare ed i risultati che si intendono raggiungere (Faremo queste attività al fine di …)

Individuare gli interlocutori (Creando valore aggiunto e contribuendo a migliorare la qualità di vita a ...)

In particolare, le seguenti due domande ci aiutano a chiarire i punti di distintività e ciò che rende unica l’organizzazione: “Se dovessimo cessare di esistere cambierebbe qualcosa?” e “Che valore aggiunto creo sul territorio di riferimento?”

Conclusioni

Vision, mission e valori comunicano al “mondo” chi siamo, cosa facciamo e come lo facciamo, creano e rafforzano l’identità dell’organizzazione, consentono l’identificazione con essa dei membri e di chi vi vuole aderire, sono propedeutici alla raccolta fondi. Dotarsi di una mission e di una vision ed esplicitare il sistema di valori alla base dell’agire della proprio no profit, dichiararli, comunicarli diventa allora indispensabile per stabilire un’identità, farsi conoscere, fornire una rotta, indicare un orizzonte.

Missione e visione creano così la cultura dell’organizzazione, che può definirsi come il complesso dei valori, significati, modi di pensare condivisi dai membri dell’organizzazione, che determina il modo di agire dell’organizzazione e il modo comportarsi dei suoi componenti, sia all’interno che al di fuori dell’organizzazione stessa.

Puoi approfondire questo e altri argomenti partecipando al percorso formativo IO COMUNICO!

IO COMUNICO è un PERCORSO FORMATIVO ONLINE a cura del CeSVoP riservato alle organizzazioni di volontariato e agli enti di terzo settore delle provincie di AG, CL, PA, TP.

Le attività si svolgeranno principalmente sulla piattaforma FAD di CSVnet e con degli incontri in videoconferenza.

Il percorso è strutturato in 4 step progressivi che via via accresceranno nelle organizzazioni partecipanti la consapevolezza di una nuova CULTURA DELLA COMUNICAZIONE e della TRASFORMAZIONE DIGITALE

LE ISCRIZIONI SONO APERTE

Tags, ,

Qual’è la strategia di comunicazione più adatta nel settore del volontariato e del terzo settore?

Una strategia di comunicazione è un’analisi che valuta, tra gli altri, il contesto in cui si andrà ad operare ed i rischi che questo comporta, le persone a cui ci si rivolgerà, il tipo di visibilità che l’associazione ha nel proprio territorio, la proposta di valore ed i messaggi da veicolare.

Alla base di questo processo troviamo quindi un’attenta valutazione di tutti quei fattori interni ed esterni che possono in qualche modo incidere sull’efficacia delle nostre azioni comunicative. Non serve trovare tante strategie: l’importante è individuare quella corretta per la tua organizzazione e munirti degli strumenti giusti per raggiungere gli obiettivi di crescita prefissati.

È innegabile che il web sia uno strumento fondamentale, ma non è detto che questo sia valevole per tutte le tipologie di settore. Ad esempio, quando si opera in una comunità di anziani di un piccolo borgo, gli strumenti digitali potrebbero anche non essere considerati all’interno dell’assetto strategico, in quanto la tipologia di clientela potrebbe non essere presente sui quei determinati canali.

Strategie di comunicazione tradizionale o digitale?

Come anticipato poco sopra, non esiste un metodo migliore di un altro. Questo perché ogni organizzazione o azienda è a sé e non si possono ideare “strategie preconfezionate”.

Tra gli strumenti di comunicazione tradizionale troviamo tutte quelle tecniche che vanno a toccare il mondo offline, che si usavano prima ma ancora oggi, con il fine di raggiungere nuovi potenziali utenti, soci, donatori o fidelizzare quelli che già conoscono le nostre attività o sono parte attiva dell’associazione. Tra i classici strumenti di comunicazione/marketing troviamo le insegne ed i cartelli pubblicitari, i volantini e le brochure, la pubblicità sui media tradizionali come giornali o riviste, l’organizzazione di eventi ed i gadget personalizzati.

Lo sviluppo delle nuove tecnologie ha portato ad ideare nuovi strumenti per la promozione e la comunicazione. Il digital, infatti, permette sicuramente di realizzare campagne con budget contenuti ed un monitoraggio costante, il che è certamente un vantaggio per massimizzare il Ritorno dell’investimento, ovvero avere chiaro, a fronte dell’impiego di risorse economiche e umane per la realizzazione di una campagna di comunicazione, quanto gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti.

Contrariamente a quello che si crede, però, questa può non essere la soluzione più adatta per tutti. Come già dicevamo, per alcune organizzazioni potrebbe risultare inutile concentrarsi su investimenti che vanno a toccare il mondo web, perché l’utenza ideale potrebbe non essere presente su quei determinati canali di vendita e promozione. In altri casi, l’integrazione delle due strategie potrebbe essere la soluzione.

Quindi come fare a capire se per i tuoi potenziali utenti sono meglio gli strumenti tradizionali o digitali? Semplice! Analizzando la tua nicchia, cercando di comprenderne a fondo i bisogni, le esigenze e le aspettative, studiandone l’età, il genere, gli interessi e molto altro, cose che, molto probabilmente si conoscono già, ma non sono mai messe a sistema a servizio di una comunicazione efficace.

Che cos’è la comunicazione tradizionale (OFFLINE)?

  • È una strategia che può sostenere e incrementare la comunicazione su internet, mentre non è possibile il contrario. Biglietti da visita, logo, brochure, volantini, insegna sono alcuni esempi di strumenti del marketing tradizionale a basso costo che possono aiutare a incrementare il traffico su internet.

  • È in grado di creare una pubblicità diretta ad un pubblico che non usa internet. È vero che una grande percentuale di persone è online e sta continuando ad aumentare. Però cosa ne sarà di quelli che non sanno accendere il computer? Non dimenticate che esistono ancora comunità difficili da raggiungere usando solo i media digitali.
  • È una strategia tradizionale che mette in azione la cultura del “see to believe. In molti settori, i potenziali utenti preferiscono toccare con mano e vivere di persona quello che gli viene proposto. 

Dopo aver capito che cos’è la comunicazione offline, è possibile affermare che internet è un mezzo e non un fine!

È un veicolo con cui possiamo ottenere molte cose ma non tutto.

Per queste ragioni e per il bene della vostra realtà associativa dovreste optare per una soluzione che prevede di integrare sia la comunicazione tradizionale (offline) che quella online.

Comunicazione online: importanza e benefici

Essere online oggi? Vuol dire essere sul mercato che si è evoluto perché ormai la maggioranza delle persone cerca prodotti, servizi o, nel nostro caso, iniziative solidali, organizzazioni dove fare volontariato, organizzazioni a cui devolvere donazioni, direttamente su internet e le sue numerose piattaforme come:

  • Facebook
  • Google
  • Linkedin
  • Instagram
  • e altro

Non si può, infatti, scegliere se essere online e offline, le due anime sono strettamente legate, ma si può scegliere di comunicare via web. Internet è infatti come il foro nell’antica Roma: un luogo dove si svolgevano tutte le attività cruciali, dove la gente si incontrava ed esprimeva la propria opinione. È così anche ai giorni nostri, ma, a differenza del foro, non basta “esserci” per sfruttare al meglio le sue potenzialità.

Non basta dire “ho il mio sito Internet”, “ho la mia pagina Facebook”, “il mio account Instagram”. Il sito, il blog, i social media sono dei canali attraverso cui puoi declinare il tuo messaggio, raggiungere le persone che sono alla ricerca di informazioni, ma come tali non vanno mai improvvisati.

Decidere di realizzare un sito senza sapere cosa offri, quali sono le esigenze delle persone che vuoi raggiungere, gli obiettivi che ti prefiggi, non ti porterà molto lontano. Anzi, rischia di allontanarti sempre più dalla tua potenziale utenza. Sia che tu abbia un’azienda, sia un ente no profit o un libero professionista. Non intercettare il tuo pubblico vuol dire non tenere in considerazione i suoi bisogni.

Che si traducono dunque in consigli da cercare, opinioni, risposte da avere prima di comprare un prodotto, di iscriversi a un corso di formazione, di provare un servizio.

Un sito ben fatto, infatti risponde ai loro dubbi con delle certezze.

Fare marketing, in generale, significa attuare strategie, tattiche e attività per promuovere e commercializzare prodotti e servizi.

Le possibilità per comunicare online in modo produttivo e soddisfacente sono potenzialmente infinite: una buona strategia di web marketing consiste nel selezionare i canali più appropriati ai risultati che vuoi ottenere con il budget che hai a disposizione.

I vantaggi della comunicazione online

Tradotti in pratica quali sono i benefici del saper sfruttare tutti i vari strumenti per comunicare al meglio quello di cui ti occupi?

  • Ottimizzazione dei costi: sfruttare il digital marketing per comunicare è molto più economico rispetto alle forme di comunicazioni classiche
  • Ecologico: la comunicazione digitale in un certo senso è anche ecologica. Risparmio di carta, inchiostro, plastica e altri materiali potenzialmente inquinanti.
  • Targhetizzazione mirata: comunicare con il canali digitali del web ci permette di selezionare e targhetizzare solo il pubblico che ci interessa raggiungere. Facciamo un esempio pratico? Una campagna di volantinaggio arriva anche nelle mani di chi potrebbe non essere interessato al prodotto o servizio che proponiamo. Una campagna con Facebook Ads o Google Ads ci consente di selezionare e targhettizzare il pubblico per età, interesse e molte altre varianti.

Come (ri)pensare la propria comunicazione integrando online e offline?

Integrare tutte queste cose presuppone la PROGRAMMAZIONE di una STRATEGIA, con obiettivi specifici, risultati attesi e, sopratutto, l’individuazione del proprio UTENTE TIPO.

E’ chiaro che si tratta di un cambiamento di prospettiva, che, in un primo momento può sembrare molto pesante e impegnativo, ma è fondamentale capire che, se l’esigenza della tua organizzazione è quella di promuovere e diffondere le tue iniziative, aggregare nuovi volontari, ottenere più donazioni, questo cambiamento diventa indispensabile.

Di seguito l’elenco dei passaggi fondamentali da attuare:

DA DOVE SI PARTE

  • Che mezzi e canali utilizzo ad oggi per promuovere la mia organizzazione (brochure, locandine, sito, biglietti da visita, logo, sito web, social network, database contatti)?
  • Che tipo di contenuti ho a disposizione oggi? (foto, video, pubblicazioni, articoli, dispense)
  • Quante persone, nella mia organizzazione si occupano della comunicazione?
  • Che risultati ho ottenuto finora? (ho dei dati certi o dei “ricordi”? – ho sempre misurato e verificato i risultati delle mie campagne di comunicazione in passato?)

COME INIZIARE?

  • Il logo della mia associazione, è efficace? è di buona qualità? necessita di un restyling?
  • Nei mezzi e canali utilizzati finora, il linguaggio che utilizzo, parla direttamente con i miei potenziali interlocutori? (utenti, soci, donatori)
  • Che risultati mi aspetto di raggiungere utilizzando questa nuova metodologia integrata di comunicazione? (aumento del numero di utenti alle mie attività? incremento delle donazioni?)
  • Quanti e quali soci della mia organizzazione intendo coinvolgere in questo progetto? sono formati? 

PIANIFICHIAMO LA NOSTRA COMUNICAZIONE

  • Chi sono i miei interlocutori? (utenti abituali, potenziali utenti, soci, potenziali soci, donatori ricorrenti, potenziali donatori, istituzioni)
  • Che tipo messaggio devo promuovere? (il linguaggio, i contenuti, la lunghezza dei testi, il tipo di immagini da integrare, la lunghezza dei video che voglio proporre)
  • Dove e come lo promuovo? (es. realizzazione di una brochure informativa, diffusione di un articolo sul mio sito web attraverso facebook, una campagna pubblicitaria con locandine A3 distribuite nei negozi del quartiere)
  • Che obiettivi fisso? (es. aggregare 10 nuovi volontari – chiudere le iscrizioni al torneo di calcetto XY – raccogliere fondi per l’acquisto dei canestri da basket per il mio oratorio)
  • Come verifico il raggiungimento degli obiettivi? (come posso misurarli? posso predisporre delle verifiche periodiche? ho un sistema di monitoraggio automatizzato?)

Puoi approfondire questo e altri argomenti partecipando al percorso formativo IO COMUNICO!

IO COMUNICO è un PERCORSO FORMATIVO ONLINE a cura del CeSVoP riservato alle organizzazioni di volontariato e agli enti di terzo settore delle provincie di AG, CL, PA, TP.

Le attività si svolgeranno principalmente sulla piattaforma FAD di CSVnet e con degli incontri in videoconferenza.

Il percorso è strutturato in 4 step progressivi che via via accresceranno nelle organizzazioni partecipanti la consapevolezza di una nuova CULTURA DELLA COMUNICAZIONE e della TRASFORMAZIONE DIGITALE

LE ISCRIZIONI SONO APERTE

Tags, ,

App gratuite per montaggio video

Con i video puoi insegnare, fare pubblicità, fare gli auguri, promuovere un prodotto o raccontare un evento. I video attirano l’attenzione (e i like) e ti permettono di comunicare meglio on line. Fare video è sempre più facile e le applicazioni per il video editing on line sono sempre più diffuse e semplici da utilizzare. In questo articolo un elenco applicazioni per fare video con un piano gratuito, semplici da usare e che permettono di creare video con foto e musica di grande impatto.

Esistono davvero tantissimi strumenti on line per fare video editing. Prima di buttarti e sperimentare, è bene tener conto di questo:
• in questo elenco non ci sono software scaricabili, ma solo video editor on line. Questo significa che per usarli al meglio devi avere un’ottima connessione, altrimenti ci vorranno ore per caricare i tuoi video e le tue foto.
• Sono applicazioni ottime per creare video brevi, video promozionali o video creativi, oppure per operazioni di base come tagliare un video per youtube o modificare le proporzioni del video per Instagram, ma non sono adatti per progetti complessi (come veri e propri film, per intenderci), in cui servono strumenti più articolati e completi.
• In ogni caso anche queste applicazioni di video editing più strumenti mettono a disposizione e più sono complesse da utilizzare. Viceversa: più sono semplici da usare e minori sono le possibilità di personalizzare il contenuto.
• I video non sono fatti solo di video, anzi: la maggior parte di questi video editor on line ti permette di creare video con foto e musica, video con testi sovrapposti o sottotitoli. Prendi ispirazione dai template e lasciati guidare dalla creatività.

Ultima nota, ma molto importante: se decidi di usare i video nella tua comunicazione on line, ricordati che ogni contenuto deve essere inserito in una strategia di comunicazione coerente, con obiettivi chiari e misurabili. Nessun video può dare da solo una svolta alla tua visibilità on line.

Ecco un pò di APP free utili per i tuoi video:

FLEXCLIP: la forza della semplicità

Fra le applicazioni per fare video FLEXCLIP è forse il video editor on line più semplice da usare per creare brevi video per la formazione, il marketing e il tempo libero. Gestisce facilmente immagini, video e testi

• Cosa fa: crea video clip e video con foto, musica, tracce audio, testi animati
• Strumenti principali:
– Veloce nell’upload e download dei contenuti
– Ha una ricca raccolta di template
– Belli gli effetti dei testi
– Ha una raccolta di immagini e di video clip gratuiti
– Buona la personalizzazione della grafica
– Modifica le proporzioni del video in: 1:1, 16:9 e 9:16
• Punto forte: Anche nella versione free non inserisce il suo logo
• Versione free:
– Qualità video 480 pixel
– max 12 progetti/mese
– max 1 minuto per progetto

LUMEN5:valorizza i contenuti informativi

Anche LUMEN5 è un video editor semplice da usare. Con questo strumento puoi creare il tuo video con foto e musica, ma il punto forte di questo video editor on line è la gestione dei testi, perché puoi inserirli su video e foto prendendoli direttamente dai tuoi articoli. Questo lo rende ottima App per creare video per la formazione e la creazione di tutorial.

• Cosa fa: crea video clip e video con foto (slideshow), usando video, immagini, GIF, tracce audio e testi animati
• Strumenti principali:
– Converte velocemente testi in video animati
– Ottima gestione delle immagini e dei testi con template pronti ed effetti di movimento
– Stili preimpostati di buona qualità
– Ha un archivio ricco di contenuti multimediali gratuiti
– Modifica le proporzioni del video in: 1:1, 16:9 e 9:16
• Punto forte: ti consente di prendere velocemente le foto e i testi di un articolo e trasformarli in un video.
• Versione free:
– Qualità video 480 pixel
– max 5 progetti/mese
– Nessun limite di lunghezza
– 3.000 tracce musicali e ampio archivio di foto e clip video

RECAST STUDIO: brillante e dinamico

RECAST STUDIO è un video editor on line da professionisti: meno intuitivo da usare, perché è ricco di strumenti di editing, ma sicuramente vale la pena dedicarci un po’ di tempo e imparare a usarlo, se vuoi fare video creativi di grande impatto visivo, ottimi per il marketing e per i social.

• Cosa fa: crea video clip, video con foto (slideshow) usando video, immagini, forme, tracce audio, testi animati
• Strumenti principali:
– Molti template di ottima qualità
– La gestione, non facile, ricorda le time line di programmi più evoluti
– Ad ogni elemento possono essere abbinati effetti ed animazioni
– Modifica le proporzioni del video in: 1:1, 16:9, 9:16
• Punto forte: i template son moderni e vivaci
• Versione free:
15 video/mese
30 sec. Max per video
Qualità video: 720px

VEED:il potere dei sottotitoli

Anche VEED è molto semplice da usare e in più trasforma automaticamente l’audio, anche in italiano, in sottotitoli. Ottimo per chi crea podcast e vuole trasformarli velocemente in video.

• Cosa fa: crea clip con sottotitoli, partendo sempre da un contenuto video a cui puoi sovrapporre immagini e testi
• Strumenti principali:
– Ottimo tool per inserire sottotitoli ai video
– Buon numero di filtri ed effetti
– Sovrappone al video: immagini, forme, emoji e disegni a mano libera
– Modifica le proporzioni del video nei formati più diffusi: 1:1, 4:5, 5:4, 16:9, 9:16, 2:3
• Punto forte: carichi un file audio e lui lo trasforma automaticamente in sottotitoli
• Punto debole: non permette di unire in sequenza video diversi o alternare foto e video
• Versione free:
– Limite di 50 Mb upload
– Qualità video: 420px
– Nessun limite di lunghezza
– Accesso a tutti i tools

TYPITO: testi d’effetto

Anche TYPITO offre diversi strumenti per creare video accattivanti e di grande effetto.

• Cosa fa: crea clip e brevi video utilizzando video, foto, testi animati e musica.
• Strumenti principali:
– Belle animazioni per i testi
– Ampie possibilità di personalizzazione, ritaglio, effetti, animazioni
– Possibilità di inserire forme, icone, immagini
– Modifica le proporzioni del video nei formati più diffusi 1:1, 4:5, 5:4, 16:9, 9:16, 2:3
• Punto forte: anche nella versione free puoi esportare in full HD, ma (punto debole) mostra un logo ingombrante su tutto il video
• Versione free:
– 4 video al mese, 1080 pixel (full HD)
– Presenza del logo su tutto il video

KIZOA: un po’ di tutto per tutti

KIZOA è una delle applicazioni on line per fare video più ricche e complete. Forse con questo strumento si possono muovere i primi passi con il vero video editing.

• Cosa fa: elabora video, foto, audio, testi semplici ed animati per creare video clip, video collage, slideshow.
• Strumenti principali:
– Tantissimi modelli personalizzabili, per marketing, formazione, tutorial, business e tempo libero
– Aggiunta di effetti per le foto e per i video
– Animazione dei testi
– Modifica le proporzioni del video nei formati più diffusi: 16:9, 4:3, 3:2, 1:1, 9:16, 2:3, 3:4
• Punti forti: menù in italiano e quantità di template
• Versione free:
– Filmati 2 min max
– Risoluzione HD 720p
– Archiviazione 1Gb

FASTREEL: tanti tool, tutti facili

I tool gratuiti di FASTREEL sono probabilmente fra i più facili da usare e, messi assieme, coprono gran parte delle esigenze di chi vuole editare un video senza avere nessuna esperienza.

• Tipi di contenuto che elabora: video e immagini
• Cosa fa: con Fastreel puoi creare video in due modi:
– utilizzando uno dei 16 tool per la modifica
– partendo da uno dei template esteticamente belli per creare intro, outro, video pubblicitari ecc.
• Gli strumenti principali: fra le cose che puoi fare (ma con un tool alla volta): creare una presentazione (usando mix di clip e di foto); unire video; tagliare la lunghezza; comprimere; ritagliare la schermata; togliere l’audio; aggiungere la musica; invertire dalla fine all’inizio; creare un loop, sovrapporre testi alle immagini.
NOTA: se usi il menù italiano, il numero di tool è minore, quindi consiglio di usare il sito nella versione inglese.
• Punti forti: la semplicità e nessun limite alla quantità di video che puoi fare o alla loro lunghezza
• Versione Free:
– logo movavi (in basso a destra, poco intrusivo)
– qualità video: 480px

ON LINE VIDEO CUTTER: per le operazioni di base

A volte non hai bisogno di strumenti video complessi, ma ti basta un video editor semplice, per fare qualche operazione base. In questo caso prova ON LINE VIDEO CUTTER: un video editor on line facile da usare, perfetto per chi non ha esperienza e vuole fare le operazioni di base su un file, come estrarre una clip, ruotare il video, ritagliare lo schermo ecc.

• Tipi di contenuto che elabora: quasi tutti i formati video (ma solo formati video)
• Strumenti principali:
– Estrai spezzoni
– Ruota la schermata
– Modifica le proporzioni del video nei formati più diffusi: 1:1, 4:3, 4:5, 16:9, 18:9, 21:9
• Punto forte: semplicità
• Categoria: Free


Se hai bisogno di maggiori informazioni e una consulenza dedicata per la produzione dei tuoi prodotti video non esitare a chiedere una consulenza al CeSVoP.

Per accedere gratuitamente ai servizi e alle consulenze del CeSVoP, è necessario essere accreditati attraverso la nostra piattaforma, se non lo hai ancora fatto, clicca subito qui e in pochi click potrai beneficiare gratuitamente di tutti i nostri servizi e le nostre consulenze.

Fonte: imparafacile.it

Tags,

Un editor per la progettazione grafica gratuito e online: CANVA

Abbiamo già parlato di come realizzare biglietti da visita, brochure e locandine, oggi approfondiamo l’argomento parlando di uno strumento gratuito, semplice e totalmente online, utilissimo per realizzare progetti grafici di qualità.

Canva è la migliore piattaforma di photo editor per trasformare gratuitamente le tue foto e grafiche digitali in prodotti di design originali! Grazie alla sua impeccabile interfaccia intuitiva è il programma di design più utilizzato da tantissimi bloggers, web editors e marketing managers in cerca di “contenuti” accattivanti e coinvolgenti per le proprie strategie di visual content. Usare Canva significa fare a meno di software di editing per foto troppo complicati e poterti sentire un grafico o un fotografo professionista anche tu! Fatevi largo, cari designer, perché il design è finalmente alla portata di tutti e creare grafiche di visual storytelling, post di Facebook e Instagram, presentazioni, copertine CD, infografiche e newsletter non è mai stato così facile!  

COME CREARE UN PROGETTO GRAFICO SU CANVA

Secondo il Content Marketing Institute di New York visual content is the new black! E’ stato appurato che adottando un’accurata strategia di visual content per raccontare la storia di un brand (foto esclusive, grafiche originali, immagini accattivanti, ecc.,..) risulti più immediato il raggiungimento di alcuni risultati:

  • Stimolazione dell’interesse dell’utente
  • Migliore memorizzazione dei contenuti
  • Conquista della fiducia dell’utente
  • Generazione di più like, condivisioni e visite al sito
  • Aumento del tasso di engagement sui social network

Prima di entrare nel vivo dell’utilizzo di Camva partiamo dal tuo nuovo look & feel: think visually and be social!

Think visually perché il successo di un articolo o di un post è spesso determinato dalla scelta di una buona combinazione di immagini, fotografie e infografiche;

Be social perché oggi la comunicazione non può prescindere dalla condivisione sui social e perchè un post con un’immagine accattivante performa decisamente meglio di un contenuto solo testuale.

Partiamo! Per accedere a tutti i servizi di Canva è necessario iscriversi al sito tramite il tuo indirizzo e-mail o se preferisci le tue credenziali di Facebook.

Scegli il formato dell’immagine

Appena eseguito l’accesso ti troverai nella Home Page di Canva; per iniziare a creare il tuo lavoro grafico ti basterà cliccare su Crea un progetto in alto a sinistra, non prima di aver selezionato il formato dell’immagine desiderato tra queste 8 categorie:

  • Consigliati per te
  • Post di social media
  • Documenti
  • Book e eBook
  • Risorse marketing
  • Intestazioni email e social media
  • Eventi
  • Ads

Ogni categoria include una serie di prodotti. Post di Social Media, ad esempio, contiene: Post di Twitter, Grafica Social, Grafica per Pinterest, Post di Facebook, App di Facebook, Grafica per Tumblr, Post di Instagram. Passando con il mouse su ciascuna preview, potrai conoscere le misure in pixel (larghezza x altezza) proposte da Canva; in caso volessi personalizzare la grandezza della tua immagine potrai cliccare su Usa dimensioni personalizzate in alto a destra e inserire le misure desiderate in pixel, millimetri o pollici.

Scegli la tua immagine 

Supponiamo di dover creare una base grafica per le tue pubblicazioni su Facebook; dopo aver selezionato Post di Facebook tra le preview di Canva arriverai a una schermata contenente a destra un’area dedicata alle tue lavorazioni e a sinistra un archivio preziosissimo di immagini, pattern, funzioni e foto per i tuoi sfondi – in parte gratuiti e in parte a pagamento (1$ l’una) –, tantissimi elementi aggiuntivi – griglie, cornici, forme, linee, illustrazioni, icone, grafici – e testi dai caratteri più originali che potrai trascinare nella tua area di lavoro con un semplice drag & drop. Dai sfogo alla tua fantasia! Qui potrai modificare ogni singolo elemento (sia immagine che testo) tutte le volte che vorrai. In caso volessi utilizzare delle immagini personali che hai nel tuo pc o usare una tua foto di Facebook potrai caricarla cliccando su Caricamenti, trascinarla nell’area di lavoro e iniziare ad arricchirla. In più, attraverso la barra di ricerca in alto a sinistra, potrai cercare immagini più specifiche inserendo parole chiave e, se l’immagine selezionata non dovesse soddisfarti completamente, prova a modificarne l’intensità o a definirne la luminosità, la saturazione e i colori  tramite il tasto Filtro Opzioni avanzate per darle un look più stravagante o più delicato.

Per il mio post di Facebook ho preferito inserire il testo in nero diminuendo il carattere; se ne avessi avuto bisogno, dopo aver cliccato sull’immagine, avrei potuto cambiare font, allineamento e spaziatura delle lettere grazie alle opzioni presenti nella barra del menu. Come vedi non ci sono limiti agli strumenti: usali per esprimere al meglio i tuoi contenuti visual!

Personalizza le immagini con i testi

Con Canva, grazie a un’ampia scelta di testi e font a disposizione, puoi personalizzare le tue immagini con frasi d’effetto, claims e call to action. Scegli il layout che preferisci e inizia a creare. Non è difficile, basta caricare l’immagine desiderata, inserire un testo tra quelli proposti da Canva e modificarne le dimensioni, il carattere e il colore secondo il tuo gusto e la tua strategia. Per dare ancora più evidenza al testo prova a modificare la tua immagine di sfondo regolandone la trasparenza. Se inserisci più di un elemento nella tua area di lavoro ricordati di utilizzare il tasto Organizza in alto a destra per portare in evidenza o porre in secondo piano il tuo testo o altri elementi grafici. Un consiglio: inverti sempre i colori dello sfondo e del testo per creare un contrasto più armonioso: a un’immagine chiara abbina sempre un testo più scuro e a un’immagine dai colori più scuri abbina sempre un testo più chiaro. Per rendere ottimale il tuo progetto di graphic design questi passaggi sono essenziali. Un’altra possibilità è quella di “far parlare” le tue immagini tramite uno dei tanti baloon proposti da Camva. La forma e lo stile  del fumetto dovranno trasmettere lo stato d’animo del testo inserito: scegli in modo accurato il mood più adatto a te!

Scarica il tuo progetto grafico

Dopo aver finito di personalizzare il tuo file, potrai condividerlo o scaricarlo tramite gli appositi pulsanti in alto a destra (tasti Share e Scarica). Per i social network scegli il formato .png: è perfetto per Facebook ed eviterai quel fastidioso effetto sfocato proprio di questa piattaforma. Per le stampe e i grandi formati, invece, preferisci il formato .pdf. Tutti i tuoi lavori resteranno memorizzati nel tuo profilo personale; in questo modo il lavoro che avrai creato non andrà mai perso e potrai riprenderlo o utilizzarlo per lavori futuri ogni volta che vorrai.

Canva ha un piano gratuito con alcune limitazioni, ma la versione PREMIUM è gratuita per le organizzazioni NO PROFIT, basta seguire una semplice procedura di accreditamento, il CeSVoP può accompagnarti in questi passaggi, richiedi subito una consulenza sulla comunicazione cliccando qui

Per accedere gratuitamente ai servizi e alle consulenze del CeSVoP, è necessario essere accreditati attraverso la nostra piattaforma, se non lo hai ancora fatto, clicca subito qui e in pochi click potrai beneficiare gratuitamente di tutti i nostri servizi e le nostre consulenze.


Se vuoi approfondire questo tipo di argomento, imparando a utilizziare meglio CANVA o conoscendo altri strumenti digitali come questo, utili per la tua organizzazione no profit, iscriviti subito ai percorsi formativi online del CeSVoP, per saperne di più clicca qui

Tags,

Videoconferenze e lavoro a distanza: 6 strumenti utili (e gratuiti) per le no profit

Le riunioni di videoconferenza possono cambiare il modo in cui i soci delle associazioni lavorano quando sono in remoto o lavorano da casa.

Le riunioni di videoconferenza possono cambiare il modo in cui i soci delle associazioni lavorano quando sono in remoto o lavorano da casa. La comunicazione faccia a faccia è importante, anche se, in particolare in momenti di emergenza sanitaria come quelli che stiamo vivendo in Italia, non puoi incontrarti di persona. Con una soluzione di videoconferenza, i tuoi associati possono lavorare insieme, portare avanti la burocrazia e l’attività dell’associazione, indipendentemente da dove si trovino.

Tanissime le opzioni gratuite per i software di videoconferenza disponibili oggi online

Se rendi le riunioni e le assemblee più inclusive per i soci della tua associazione, i risultati positivi si mostreranno immediatamente e la felicità e la produttività dei tuoi soci miglioreranno sensibilmente.

Per iniziare, dai un’occhiata a queste opzioni di videoconferenza gratuite per una moltitudine di casi d’uso aziendali. Alcuni dei prodotti elencati sono ideali per conversazioni 1-1, alcuni per team e altri per trasmissioni in diretta o riunioni di team su larga scala.

I migliori strumenti gratuiti di videoconferenza

  • Zoom
  • Google Meet
  • FreeConference
  • Facebook Live
  • YouTube Live

1. Zoom

Zoom è l’ideale per chi lavora in remoto o ha membri del team che lavorano a distanza. Zoom consente di organizzare diverse tipologie di riunioni. Crea e condividi rapidamente un collegamento di una riunione privata con un individuo o un team e collega i soci della tua associazione tramite video.

2. Meet di Google

Google Meet è un’applicazione di teleconferenza sviluppato da Google. Insieme a Google Chat costituisce una delle due nuove versioni di Google Hangouts, che dall’ottobre 2019 Google sta ritirando. Fino a maggio 2020, era necessario un account G Suite per avviare e ospitare una videoconferenza su Meet, ma con una crescente domanda di videoconferenze a causa della pandemia di COVID-19, Google ha implementato l’accesso gratuito a Meet anche per i titolari di account per consumatori. Le chiamate Meet gratuite possono avere un solo host (creatore della videoconferenza) e fino a 100 partecipanti.

3. Skype

La versione gratuita di Skype funziona bene per assemblee con meno di 10 partecipanti. È un buon strumento se hai bisogno di un modo semplice per organizzare velocemente video chat da computer, telefono o tablet. Skype offre anche uno strumento chiamato Skype in classe appositamente progettato per gestire delle attività di formazione online.

4. FreeConference

FreeConference è un programma ideale per dare supporto organizzativo a team più piccoli o per organizzare riunioni e assemblee con massimo cinque partecipanti. Uno dei principali vantaggi di FreeConference è la sua facilità d’uso. Non è necessario alcun download per iniziare a utilizzare il programma. Inoltre, i controlli del moderatore consentono a chi gestisce la videoconferenza di tenere traccia della riunione.

5. Facebook Live

Facebook Live è perfetto per aziende, influencer o individui che stanno cercando di trasmettere demo, video o mostrare la loro cultura aziendale durante lo streaming live. I tuoi follower su Facebook possono commentare e chattare dal vivo, puoi selezionare un pubblico personalizzato per il video e puoi pianificare i video in anticipo per ottenere entusiasmo.

6. YouTube Live

YouTube Live, come Facebook Live, è una piattaforma per la dimostrazione di un prodotto con domande e risposte in diretta.


Il CeSVoP può accompagnare la tua no-profit nella scelta dello strumento migliore adatto alle tue esigenze.

Basta solo compilare un semplice form online all’interno dell’area riservata, per compilare il form, basta selezionare, all’interno dell’area riservata, il servizio CONSULENZE e, successivamente quello CONSULENZA SULLA COMUNICAZIONE.

Se ancora non hai accesso all’area riservata del CeSVoP, accredita subito la tua organizzazione, clicca qui per sapere come fare.

Una volta inoltrato il form, verrai subito contattato da un operatore del CeSVoP per trovare insieme a lui le soluzioni digitali più adatta alle esigenze della tua no-profit. Cosa aspetti allora? clicca sul pulsante verde sottostante per richiedere subito una consulenza sulla comunicazione al CeSVoP!

Tags, , , , ,

Sito web per la mia no-profit: la guida definitiva

Le associazioni di volontariato, sopratutto in questo periodo di cambiamenti dovuti alla riforma del terzo settore, devono spesso affrontare il dilemma del canale di comunicazione principale per la propria visibilità online.

Per facilità d’uso e conoscenza dello strumento, molti volontari affidano ai social network la loro presenza online, creando pagine e aggiornandole con foto e contenuti legati alla loro mission. Tuttavia, quando si parla di presenza online, sarebbe opportuno valutare l’utilizzo di un portale unico e aggiornato per comunicare con la popolazione e, al contempo, anche con i membri dell’associazione stessa.

I social media tradizionali non consentono infatti una gestione a tutto tondo dei contenuti pubblicati come ad esempio pagine ad accesso riservato e/o la possibilità di aggiungere elementi personalizzati.

Il sito della vostra no-profit, integrato alla vostra attività social, serve per farsi conoscere, per raccontarsi e raccontare. Ma anche per fare digital fundraising.

C’è anche da tenere in considerazione un fattore fondamentale: un sito web sarà sempre di vostra proprietà, le pagine facebook, instagram o di qualsiasi altro social network non saranno mai di proprietà dell’organizzazione, saranno sempre suscettibili di alterazioni o mutamenti legati alle decisioni delle multinazionali che le gestiscono.

Oggi è anche molto più semplice che in passato realizzare un proprio sito web e, contestualmente, un piano di comunicazione che integri attività online, offline e social focalizzandosi sulla propria utenza.

Il CeSVoP ormai da diversi anni supporta le organizzazioni di volontariato e gli enti di terzo settore in questi aspetti, attraverso i servizi gratuiti per la realizzazione di siti web, piani di comunicazione e formazione su strumenti digitali.

In questo articolo vogliamo dare degli elementi chiave da tenere in considerazione nel momento in cui si vuole realizzare un sito web per la propria organizzazione o rivedere/implementare la propria presenza online in termini di comunicazione. Eccola di seguito:

PRIMA IL PUBBLICO

Il pubblico è al centro di ogni vostra attività online. I contenuti devono essere progettati per soddisfare le esigenze dei visitatori del vostro sito.

Per questo motivo, è importante conoscere bene il target di riferimento della vostra organizzazione, prima ancora di costruire il sito. Perché, ricordate, i vostri visitatori sono tutti potenziali donatori.

Semplicità

Il design delle pagine web è una questione di gusti. C’è chi preferisce uno stile moderno e chi, invece, un approccio classico. Non importa. Qualunque sia la vostra scelta stilistica, tenete bene a mente una regola fondamentale: less is more.

Un sito troppo elaborato e pesante, allontana la vostra utenza. Al contrario, un sito semplice e snello, incentrato su pochi e fondamentali contenuti, attira il pubblico e lo fidelizza. Bisogna sempre considerare che ormai si hanno pochi secondi a disposizione per attirare l’attenzione di chi arriva sul nostro sito: non lasciate che si perdano in un labirinto di pagine troppo pesanti.

In che modo? Il vostro marchio deve essere visibile e riconoscibile, innanzi tutto. Ma non solo: le informazioni principali della vostra organizzazione devono essere raggiungibili in pochi click. E pochissimi secondi.

Importantissimo: il vostro sito deve essere mobile friendly. La maggior parte del flusso di utenti naviga su smartphone. Dovete essere preparati.

STRUTTURA

Missionrisultati e call to action. Sono il cuore della vostra pagina web.

Dalla homepage, i visitatori devono raggiungere in poche mosse il cuore della vostra organizzazione. Quindi fate in modo che siano ben visibili i tre pilastri della vostra attività.

  • Mission: che cosa fa la vostra organizzazione e perché.
  • Risultati: quali sono i vostri successi e come li avete raggiunti. Non dimenticate che i vostri sforzi di comunicazione sono incentrati sul pubblico. Sottolineate come i vostri successi sono strettamente collegati all’attività dei donatori e dei volontari. Non siate egocentrici.
  • Call to action: cosa può fare il pubblico per aiutare l’organizzazione a crescere.

UN PO’ DI CONTENUTI

Una volta che è chiara la vostra struttura, è il momento di passare allo storytelling. Ci sono un sacco di strade che portano i visitatori al vostro sito. E una di queste sono i motori di ricerca.

Google e i suoi fratelli, tuttavia, premiano i siti aggiornati con frequenza. Create una sezione destinata al blogging. Fate in modo che sia visibile, ma separata dagli altri contenuti, e fatevi conoscere attraverso le vostre storie, quelle dei vostri volontari e delle persone che avete aiutato.

Non ci sono regole prestabilite sulla lunghezza dei vostri contenuti. Il consiglio è di stare entro le 3mila battute, ma non è una regola ferrea: l’importante è l’equilibrio. Alcuni utenti cercano notizie brevi, mentre altri prediligono il long form. In altri termini, studiate bene il vostro target e adattate i contenuti. Valutate, di volta in volta, il successo dei vostri post e allineatevi.

Arricchite i vostri articoli con immagini originali che raccontano l’attività dell’organizzazione. Per i video, consigliamo di caricarli su un canale esterno (come Youtube) e incorporarli, per non sovraccaricare i server e appesantire le pagine.

INTEGRAZIONE CON I SOCIAL

Avete studiato il vostro pubblico, lo avete attirato al vostro sito e lo avete interessato con le vostre storie. Adesso è il momento di fidelizzarlo. Cosa c’è di meglio di un like alla pagina ufficiale di Facebook per farvi seguire con costanza?

Badge e icone ai vostri profili devono essere ben visibili. E incorporate i vostri contenuti social all’interno delle pagine del sito. Insomma, rendete la navigazione il più interattiva possibile e trasformate un visitatore occasionale in un follower affezionato.

COME FACCIO PER REALIZZARE TUTTO QUESTO?

Come detto prima il CeSVoP supporta da anni le organizzazioni di volontariato e gli Enti di terzo settore sia per la realizzazione del loro sito web, sia per la pianificazione di un loro piano di comunicazione personalizzato ma, sopratutto attraverso formazione specifica su strumenti e metodologie per il no-profit in campo digitale.

Cosa aspetti? richiedi subito una consulenza per la tua no-profit, troverai le giuste indicazioni per promuovere al meglio la tua presenza online!
Puoi richiedere la consulenza contattando l’operatore di riferimento Danilo Conigliaro al numero interno 091 777 57 03 oppure direttamente online cliccando sul bottone sottostante!


Tags,