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Come individuare il target di riferimento della mia no profit

Il primo passo in una strategia di comunicazione o di marketing è la definizione del pubblico di destinazione in modo da poter adeguare il messaggio.

Per le aziende, solitamente si tratta dei tipici acquirenti potenziali di un prodotto o servizio. Per una non profit possono essere potenziali volontari per un’iniziativa, sostenitori per diffondere un messaggio o donatori per sostenere una causa. 

Anche le piccole e medie organizzazioni del terzo settore devono occuparsi attivamente della loro strategia di comunicazione in un’ottica di raising sia che abbia per oggetto le donazioni economiche sia che abbia a che fare con il volontariato

Una regola generale della strategia di comunicazione è che tutte le volte che è possibile, bisogna cercare di definire un pubblico di riferimento per prodotto o servizio.

Le seguenti 5 domande sono progettate per aiutarti a identificare meglio il tuo pubblico di destinazione così da definire al meglio la strategia di comunicazione in modo che la tua organizzazione possa ottimizzare i tuoi messaggi per raggiungerlo in modo più efficace.

1. Qual è l’azione desiderata del tuo pubblico di destinazione?

  • Fare volontariato nella tua organizzazione
  • Donare alla tua organizzazione
  • Conoscere le iniziative della tua organizzazione
  • Diffondere il messaggio della tua organizzazione e farla conoscere

2. Come pensano?

  • Tipi di personalità
  • atteggiamenti
  • Valori
  • Interesse / Hobby
  • Stili di vita
  • comportamenti

3. Cosa li spinge a intraprendere un’azione? (donare, fare volontariato, condividere, ecc.)

Cosa li influenza a fare il passo finale? Quali ostacoli potrebbero trovarsi sulla loro strada?

4. Quali media usano attualmente?

Considera le riviste che leggono, la tv e i film che guardano, i siti web che visitano, i siti di social media che frequentano. Per i social media, considera i tempi e i tipi di contenuti con cui interagiscono (seguito, clic, commenti, citazioni, Mi piace e condivisioni): per capirlo “frequenta” i gruppi che frequenta il tuo target

5. Come puoi raggiungere al meglio il tuo pubblico di destinazione?

Scegli strumenti, piattaforme e strategie più adatte a raggiungere il tuo pubblico di riferimento.

Definire il pubblico di riferimento ora

Questi sono solo spunti, è importante capire però che, se si vogliono ottenere risultati concreti per la crescita della nostra organizzazione, occorre fare questo tipo di pianificazione, probabilmente è un processo più faticoso da intraprendere, ma porterà sicuramente più risultati.

Il CeSVoP da sempre supporta le organizzazioni no profit e gli enti di terzo settore in tutti gli aspetti della comunicazione in ambito sociale: attraverso servizi dedicati e attività formative specifiche potrai intraprendere un percorso di crescita della tua organizzazione acquisendo nuove competenze e individuando ciò che è più adatto alla tua realtà associativa per comunicarsi e promuoversi al meglio attraverso strumenti e piattaforme digitali.

Puoi approfondire questo e altri argomenti partecipando al percorso formativo IO COMUNICO!

IO COMUNICO è un PERCORSO FORMATIVO ONLINE a cura del CeSVoP riservato alle organizzazioni di volontariato e agli enti di terzo settore delle provincie di AG, CL, PA, TP.

Le attività si svolgeranno principalmente sulla piattaforma FAD di CSVnet e con degli incontri in videoconferenza.

Il percorso è strutturato in 4 step progressivi che via via accresceranno nelle organizzazioni partecipanti la consapevolezza di una nuova CULTURA DELLA COMUNICAZIONE e della TRASFORMAZIONE DIGITALE

LE ISCRIZIONI SONO APERTE

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Comunicare con i social media

Secondo le rilevazioni Istat, in Italia, sono presenti oltre 300.000 enti no profit che vedono impegnati quasi 5 milioni di volontari e, circa il 90% delle stesse, utilizza i social media per comunicare con una fetta di pubblico ben più ampia rispetto a quella che raggiungerebbero con i semplici media tradizionali.

Ovviamente, non tutti gli enti no profit hanno un raggio di azione su territorio nazionale, infatti esistono molte piccole realtà che operano su territorio locale e che hanno necessità di far conoscere le proprie attività ad un pubblico ristretto. Proprio per questo motivo, entrano in gioco i social media.

Il problema di base è che i canali social dei piccoli enti no profit non vengono quasi mai gestiti da professionisti del settore, bensì da chi ha semplicemente un po’ di maestria con internet e le nuove forme di comunicazione. Questo è deleterio per l’ente stesso, in quanto non è pubblicare qualcosa su Facebook a fare la differenza. Quello che cambia la percezione è possedere una strategia di comunicazione ed un piano per raggiungere fette di pubblico sempre più ampie, con il fine di creare una community non solo online, ma anche e soprattutto offline.

Social media per no profit: raccontarsi al pubblico

Come dicevamo poco sopra, lo scopo di comunicare online è quello di creare una community qualificata che possa partecipare attivamente alle attività organizzate offline dall’associazione. Per questo motivo, la prima cosa da fare è impostare una strategia multicanale che veda protagonista non solo Facebook, ma anche altri social dove è possibile scovare il vostro target.

Un errore molto comune è quello di creare una semplice pagina Facebook, invitare tutti i propri amici a cliccare su like e iniziare a pubblicare dei post senza alcuna strategia. Nulla di più sbagliato!!! Prima di compiere qualunque azione, è necessario farsi qualche domanda relativamente al target di destinazione.

È importantissimo comprendere, prima di tutto, a quale pubblico ci si vuole rivolgere così da scegliere i canali social più adatti alla comunicazione e studiarne il linguaggio. Ad esempio, se mi rivolgo ad un pubblico di giovanissimi, si renderà necessario aprire un canale Snapchat oltre che il classico Facebook. Se la mission dell’ente conta una buona parte strutturata sul visual (es. associazione culturale che organizza corsi di pittura, fotografia e così via) potreste pensare di aprire anche un canale Instagram dove condividere creazioni, momenti della quotidianità dei volontari e, ancora, i retroscena. Non dimenticate di utilizzare le Stories con i geotag, così da farvi trovare più facilmente da coloro che abitano sullo stesso territorio di appartenenza.

Una volta definiti i canali social con i quali operare, non resta che decidere cosa raccontare. La prima cosa da fare è quella di compilare perfettamente le informazioni e iniziare il racconto da principio.

  • Perché nasce l’ente no profit?
  • Quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere?
  • Cosa desiderate fare per il vostro pubblico?

Ad esempio, se siete un’associazione culturale che organizza iniziative per stimolare la comunità, raccontate perché fate tutto questo, studiate le diverse manifestazioni da organizzare con tutti loro attraverso sondaggi, quiz e gamification. In ultimo, ma non certo per importanza, condividete contenuti utili a tutta la comunità come articoli, tutorial e così via.

Perchè utilizzare i social media per promuovere la mia organizzazione?

Perchè un’associazione dovrebbe aprire una pagina Facebook oppure un account su Instagram Youtube? Il CESVOT ha realizzato recentemente un vademecum (clicca qui per scaricarlo) dedicato ai social media per il terzo settore: le associazioni – anche le più piccole – possono utilizzare la comunicazione social come volano di crescita e affermazione della propria mission, come strumento per facilitare donazioni e raccolte fondi, per coinvolgere in modo sempre più personalizzato i propri pubblici di riferimento.

Tutto ciò a patto che si compia una scelta ponderata e consapevole, che si conoscano le perculiarità di ogni piattaforma e se ne comprendano caratteristiche, linguaggi, punti di forza e dobolezza. Nel volume (clicca qui per scaricarlo) sono pubblicati anche approfondimenti sull’uso della messaggistica, su come difendersi da bufale e fake newsreclutare nuovi volontari e fare fundraising attraverso i social network.

L’ente no profit visto come brand

L’ente no profit, sui social media, è un vero e proprio brand. Se un marchio utilizza i social network per promuovere i propri prodotti, un’organizzazione dovrà essere altrettanto brava a comunicare i propri servizi per la comunità, i propri valori e la propria mission in modo da generare un coinvolgimento sempre maggiore sul territorio.

Proprio per questo motivo, la comunicazione non può essere improvvisata e lasciata fare al volontario più giovane che “smanetta” su Facebook per svago, bensì occorre avere delle solide basi in comunicazione.

Il CeSVoP da sempre supporta le organizzazioni no profit e gli enti di terzo settore in tutti gli aspetti della comunicazione in ambito sociale: attraverso servizi dedicati e attività formative specifiche potrai intraprendere un percorso di crescita della tua organizzazione acquisendo nuove competenze e individuando ciò che è più adatto alla tua realtà associativa per comunicarsi e promuoversi al meglio attraverso strumenti e piattaforme digitali.

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Marketing e no profit

Viviamo in un periodo storico caratterizzato da un grande sovraffollamento attorno al concetto di giusta causa. Le organizzazioni appartenenti al mondo non-profit (comunemente chiamato no-profit) operano all’interno di un mercato concorrenziale, proprio quanto le aziende nel mondo profit.

Partendo dal concetto basilare secondo cui “differenziarsi è l’unico modo per sopravvivere in un ambiente altamente concorrenziale”, nasce l’esigenza per le no profit di trovare un posizionamento ben definito sul mercato, comunicando la propria identità e guadagnandosi la fiducia del pubblico di riferimento. Nasce il concetto di Marketing Sociale: strategie e tecniche di comunicazione specifiche per le organizzazioni attive nel terzo settore. Molte domande sorgono spontanee intorno a questo argomento. Di cosa si tratta esattamente? In cosa si differenzia rispetto al marketing che generalmente viene utilizzato per il mondo profit?

Con l’espressione “marketing sociale”, introdotta nel 1971 da Philip Kotler, si intende “l’utilizzo delle strategie e delle tecniche del marketing per influenzare un gruppo target ad accettare, modificare o abbandonare un comportamento in modo volontario, al fine di ottenere un vantaggio per i singoli individui o la società nel suo complesso”.

Come si caratterizza il marketing delle Organizzazioni Non Profit?

Se il marketing trova applicazione in molti ambiti (territorio, politica, società, cultura) il marketing sociale, a sua volta, si collega a numerose discipline (sociologia, psicologia, antropologia) e incoraggia scelte e comportamenti responsabili per ottenere un beneficio individuale e/o collettivo (a differenza del marketing “commerciale” che punta al profitto). Quali organismi possono avvalersi del marketing sociale?

• Terzo Settore
• Enti Locali
• Sanità
• Ambiente/Cultura/Sport
• Scuola
• Imprenditori e aziende

Quali sono gli obiettivi di una No profit e le strategie più adatte per raggiungerli?

Una organizzazione no profit non deve “vendere” prodotti o servizi, ma “proporre se stessa”, mostrare un modello, sensibilizzare gli interlocutori sociali, generare fiducia e consenso rispetto alla sua mission, ai suoi progetti e alle sue attività. Attività che possono essere: diffusione dei valori dell’associazione (se il fine è farsi conoscere e acquisire nuovi sostenitori); promozione di un progetto in corso e raccolta fondi; oppure, dialogo con i donatori (se si desidera “fidelizzare”).

Un po’ come avviene nel mondo profit, si può avvertire una certa concorrenza anche tra le organizzazioni no profit, ormai numerose e spesso molto simili nella loro “buona causa”. Tuttavia, ciascuna ha proprie specificità: ecco perchè è necessaria una strategia di marketing sociale: serve a creare l’identità e il posizionamento, comunicando la mission in modo chiaro, trasparente e, soprattutto, personalizzato. Meglio bandire le spettacolarizzazioni, le immagini crudeli o le parole troppo fredde o vittimistiche: una no profit deve raccontare la realtà dei luoghi in cui opera sì, ma con delicatezza. Deve informare senza sconvolgere, mostrare senza impressionare, coinvolgere senza “pressare”. Questione di sfumature, diciamo.

D’altronde, non a caso si parla da tempo di etica della comunicazione e del fundraising. A ciò si lega anche il concetto di Cause Related Marketing tra aziende profit e non profit: diversamente dalla sponsorizzazione di eventi, che si esaurisce con un finanziamento unico, il CRM rappresenta una vera e propria alleanza continuativa tra azienda X e realtà non-profit Y. con reciproci vantaggi. La prima ottiene buoni ritorni d’immagine, la seconda un importante aiuto per portare a termine uno specifico progetto di sensibilizzazione e/o raccolta fondi.

Operare, prosperare e sensibilizzare la propria causa senza spendere una notevole quantità di denaro può sembrare impossibile in un mondo di inserzionisti online finanziariamente attrezzati. Ma ogni sfida è fatta per essere affrontata e vinta e, anche per quanto riguarda il marketing sociale, sono tantissime le opportunità per costruire un buon piano di comunicazione e raggiungere i propri obiettivi.

Sono infatti molti gli strumenti e tante le strategie di marketing digitale per aiutare le organizzazioni no profit a farsi notare in un mondo digitale sovra popolato, senza spendere però tutto il budget (esiguo) di cui dispongono.

Il CeSVoP da diversi anni si impegna in servizi e attività formative rivolte al no profit per sapersi raccontare differenziandosi attraverso strategie di comunicazione e marketing, se pensi che la tua organizzazione possa intraprendere un percorso di crescita per promuoversi all’esterno in maniera efficace, fissando precisi obiettivi da raggiungere, chiedi subito una consulenza cliccando sul pulsante verde alla fine dell’articolo.

Per accedere gratuitamente ai servizi e alle consulenze del CeSVoP, riservati esclusivamente ad organizzazioni di volontariato ed enti di terzo settore, è necessario essere accreditati attraverso la nostra piattaforma, se non lo hai ancora fatto, clicca subito qui e in pochi click potrai beneficiare gratuitamente di tutti i nostri servizi e le nostre consulenze.

Per maggiori informazioni puoi chiamare l’operatore di riferimento Danilo Conigliaro al numero interno 091 777 57 03 oppure, cliccando il bottone sottostante potrai richiedere i servizi di comunicazione direttamente online.

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Il sistema dei valori nel no profit

I valori sono il vincolo fondamentale tra quello in cui crediamo e il nostro comportamento. Se le nostre credenze sono dichiarazioni sulla nostra visione del mondo, i valori rappresentano tutto ciò a cui diamo più importanza nella vita, ciò che ci muove e che ci fa dedicare tempo, risorse ed energia. Un obiettivo in sintonia con noi stessi e la cui prospettiva ci faccia sentire bene è un obiettivo prima di tutto in sintonia con i nostri valori. In questo modo, anche durante il percorso necessario per conseguirlo saremo in uno stato di motivazione e benessere. Anche gli ostacoli che potrebbero trovarsi lungo il cammino saranno più realisticamente visti come naturali incidenti di percorso e a volte anche opportunità da cogliere.

I valori non sono parole o concetti astratti (rispetto, flessibilità, cooperazione, pianificazione, ecc.) ma guidano e dirigono la nostra condotta e influenzano la nostra esperienza quotidiana. Ogni Valore è importante perché esprime un bisogno, ci vorrebbe quindi una carta di identità delle persone con i 5 valori fondamentali che le contraddistinguono per facilitare le interazioni, perché ognuno di noi ha convinzioni profonde che lo muovono e conoscere i suoi valori ci agevola enormemente nel comprendere il “suo” mondo e trovare il canale comunicativo giusto e più funzionale per collaborare e raggiungere insieme gli obiettivi previsti in tempi più rapidi e con soddisfazione reciproca.

Nel mondo del no profit il sistema dei valori è fondativo di qualsiasi organizzazione: già nel 2001, da una riflessione nazionale che ha coinvolto numerose associazioni italiane, è nata la CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO (clicca qui per consultarla), un documento di 24 punti che descrive l’identità e le finalità comuni del volontariato italiano, ne afferma la preziosa testimonianza e ne ribadisce il carattere solidale.

Ma al di là di un sistema di valori universale che identifica le azioni di un determinato settore (il volontariato, in questo caso), ogni organizzazione elabora e promuove una propria mission e un proprio sistema di valori, che, se fino a qualche tempo fa, bastava fosse condiviso all’interno della base associativa, oggi è fondamentale che tutto ciò venga costantemente palesato anche all’esterno.

Applicare e promuovere il proprio sistema di valori rende qualsiasi organizzazione credibile e trasparente, favorisce la cooperazione fra i soci, senso di appartenenza fra i donatori, motivazione ed energia nei volontari.

Abbiamo spesso parlato di come COMUNICARE IL VOLONTARIATO e valorizzare le attività nelle organizzazioni no profit, un buon punto di partenza per una comunicazione efficace, soprattutto sul web, dove non si parla in presenza, ma attraverso schermate e contenuti digitali, è proprio mettere al centro MISSION e SISTEMA DEI VALORI.

Nella tua realtà associativa, nella tua organizzazione, che importanza ha il sistema dei valori? riesci a comunicarlo all’esterno? come lo fai? queste sono alcune domande che stanno alla base delle consulenze sulla comunicazione del CeSVoP, se pensi che la tua organizzazione sia carente nel promuoversi all’esterno, gli operatori del CeSVoP possono darti una mano, con attività formative, strumenti utili e servizi, richiedi subito una consulenza cliccando sul tasto verde alla fine dell’articolo.

Per accedere gratuitamente ai servizi e alle consulenze del CeSVoP, riservati esclusivamente ad organizzazioni di volontariato ed enti di terzo settore, è necessario essere accreditati attraverso la nostra piattaforma, se non lo hai ancora fatto, clicca subito qui e in pochi click potrai beneficiare gratuitamente di tutti i nostri servizi e le nostre consulenze.

Per maggiori informazioni puoi chiamare l’operatore di riferimento Danilo Conigliaro al numero interno 091 777 57 03 oppure, cliccando il bottone sottostante potrai richiedere i servizi di comunicazione direttamente online.

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Parliamo di MISSION

Nel mondo profit, il motivo per cui un consumatore può essere fedele ad un marchio è soprattutto per i valori che lo caratterizzano. I migliori brand sono quelli che riescono ad offrire un’esperienza eccezionale ai loro clienti e dipendenti combinando elementi funzionali, emotivi e razionali. Tali valori, validi anche e sopratutto per il mondo NO PROFIT, sono, in genere, racchiusi nella cosiddetta mission.

Cos’è la mission

La mission è la dichiarazione di ciò che un’organizzazione fa, di come lo fa e del perché lo fa. Comprende, quasi sempre, una descrizione generale dell’organizzazione, le sue funzioni ed i suoi obiettivi.

Perché è importante avere una mission

Avere una mission può essere importante per diverse ragioni:

  • Fornire un orientamento chiaro e preciso all’organizzazione;
  • Generare nuove idee;
  • Dare forma alla cultura associativa;
  • Rafforzare la coerenza e l’immagine associativa;

Orientare l’organizzazione

Identificando il motivo alla base dell’esistenza stessa dell’associazione, è più facile comprendere gli obiettivi che l’organizzazione dovrebbe impegnarsi a raggiungere attraverso le sfide future che sarà chiamata ad affrontare.

Generare nuove idee

Quando si pensa alla mission, specie se la discussione coinvolge diverse figure interne all’organizzazione (per ruolo ricoperto, professione, istruzione ecc..), è molto facile che si generino nuove idee. La missione può, dunque, essere un mezzo potentissimo per aprire la mente e guardare con occhi diversi alle prospettive future dell’organizzazione.

Dare forma alla cultura associativa

La mission non solo determina come dovrebbe agire un’organizzazione nel suo insieme, ma anche il modo in cui volontari, soci e utenti guardano l’associazione stessa.

Rafforzare la coerenza e l’immagine associativa

Man mano che l’organizzazione cresce, inevitabilmente nasceranno diverse progettualità, nuove sedi e arriveranno nuovi volontari. I percorsi di crescita ed evoluzione potrebbero far perdere di vista i valori fondanti, la filosofia e la cultura dell’organizzazione.

La mission deve essere il punto di riferimento che guida, in qualunque momento, le azioni e le decisioni di ogni membro dell’organizzazione le quali, se allineate alla missione, tenderanno ad essere coerenti. Affinché la mission sia coerente, essa dovrebbe essere chiara e non lasciare spazio a possibili interpretazioni errate.

Impegnarsi nel migliorare o scrivere la propria mission può portare solo benefici all’ente: ne beneficiano le persone che sono all’interno dell’organizzazione (volontari e non), i quali, con il processo di stesura e condivisione della mission, migliorano la comunicazione e chiariscono gli obiettivi operativi; dall’altra, i benefici saranno proiettati allo stesso modo anche verso l’esterno, poiché sarà molto più semplice e naturale riuscire a spiegare al potenziale donatore e/o volontario, chi siamo e perché meritiamo di ricevere il loro sostegno.

Qual è la differenza tra mission e vision

Sono ancora molti quelli che tendono a confondere mission e vision. La mission riporta l’obiettivo principale di un’organizzazione che, solitamente, rimane invariato nel corso del tempo ma che, in alcune circostanze, può anche mutare. Avere una mission è fondamentale perché rivela il motivo per cui si esiste. Tale scopo dovrebbe essere chiaro, netto, preciso ed indirizzare il presente dell’organizzazione.

La vision descrive, invece, ciò a cui l’organizzazione aspira, lo status che vorrebbe raggiungere nel medio o lungo termine. È la leva che guida le linee programmatiche associative del futuro. Un’ente sprovvisto di vision è privo di prospettive, non in grado di proiettarsi in un orizzonte temporale medio-lungo e che farà più fatica ad adattarsi al cambiamento.

Suggerimenti per scrivere una mission efficace

Mentre la vision pone l’accento sul futuro, la mission mette in luce cosa sia l’organizzazione ora, si concentra sul presente, deve essere una guida operativa all’agire dell’organizzazione e deve contenere alcuni elementi chiave, descrivendo in modo chiaro e conciso il perché l’organizzazione esiste, la sua unicità (in cosa si distingue dalle altre organizzazioni concorrenti), i valori che ne guidano l’azione, il target a cui si rivolge, gli strumenti che utilizza, i bisogni a cui risponde, le risorse su cui fa affidamento.

La mission va formalizzata seguendo il seguente schema logico

a) Valori di riferimento/Vision  
I valori di riferimento (Noi crediamo che…)

b) Ostacoli che impediscono ai valori di affermarsi
La chiara definizione dei problemi su cui si intende intervenire (Il problema a cui vogliamo rispondere è…)

c) Soluzione proposta dall’organizzazione, in termini generali
Delineare ciò che bisogna fare ed i risultati che si intendono raggiungere (Faremo queste attività al fine di …)

Individuare gli interlocutori (Creando valore aggiunto e contribuendo a migliorare la qualità di vita a ...)

In particolare, le seguenti due domande ci aiutano a chiarire i punti di distintività e ciò che rende unica l’organizzazione: “Se dovessimo cessare di esistere cambierebbe qualcosa?” e “Che valore aggiunto creo sul territorio di riferimento?”

Conclusioni

Vision, mission e valori comunicano al “mondo” chi siamo, cosa facciamo e come lo facciamo, creano e rafforzano l’identità dell’organizzazione, consentono l’identificazione con essa dei membri e di chi vi vuole aderire, sono propedeutici alla raccolta fondi. Dotarsi di una mission e di una vision ed esplicitare il sistema di valori alla base dell’agire della proprio no profit, dichiararli, comunicarli diventa allora indispensabile per stabilire un’identità, farsi conoscere, fornire una rotta, indicare un orizzonte.

Missione e visione creano così la cultura dell’organizzazione, che può definirsi come il complesso dei valori, significati, modi di pensare condivisi dai membri dell’organizzazione, che determina il modo di agire dell’organizzazione e il modo comportarsi dei suoi componenti, sia all’interno che al di fuori dell’organizzazione stessa.

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Con OBS studio puoi registrare o mandare in diretta i tuoi seminari e le tue conferenze online!

Nonostante la distanza, hai voglia di continuare condividere iniziative e attività della tua associazione con incontri e seminari utilizzando i social network in diretta streaming o con la pubblicazione di video.

Forse non lo sai ma esiste un programma ideato per creare video e dirette chiamato Open Broadcaster Software (comunemente abbreviato in OBS), sembra una cosa complicatissima e invece è molto più semplice di quel che si possa pensare.

In questo post, proveremo a spiegare come funziona Open Broadcaster Software fin nei minimi dettagli. Una guida passo dopo passo nell’uso di questo utilissimo software gratuito: dal download all’installazione, fino alla sua configurazione e all’utilizzo per registrare e trasmettere video in diretta. Che tu abbia un PC Windows o un Mac, troverai tutte le informazioni di cui hai bisogno proprio qui sotto, quindi al bando le ciance e passiamo subito all’azione!

OBS STUDIO SPIEGATO IN 10 MINUTI

Nella maggior parte dei casi, ci si riferisce al programma Open Broadcaster Software con il suo acronimo: OBS. Ma di cosa si tratta esattamente? Ebbene, OBS è un programma gratuito e open source ideato come strumento di registrazione e regia attraverso il Web. Questo significa che è un programma ricco di possibilità e funzioni per creare dirette o registrazioni da trasmettere attraverso Internet.

Per esempio, OBS permette di condividere il proprio schermo mentre si parla, trasmettere immagini e video in diretta, filmati di giocato (in tempo reale e non), ma anche musica, riprese con webcam e videocamere/fotocamere, oltre a numerose altre possibilità tra cui anche la condivisione di pagine Web e presentazioni.

Tutto il materiale e le fonti condivisibili, possono essere orchestrate da vari strumenti di regia che permettono di regolare quali fonti da trasmettere, il volume e tracce audio in entrata e in uscita, i cambi di scena e molto altro. Usando OBS hai anche la possibilità di scegliere il formato video in uscita (tra cui i più comuni MP4, MKV, FLV e MOV), oltre alla risoluzione video e alla qualità audio.

Tutta questa libertà potrebbe sembrarti complicata a primo impatto, ma OBS dispone anche di parametri per la configurazione automatica che in pochi clic consentono di ottenere il risultato sperato senza perdersi in troppi dettagli tecnici.

Come scaricare Open Broadcaster Software

Lascia che ti spieghi dopo passo la procedura per scaricare Open Broadcaster Software sul sistema operativo Windows.

La prima mossa da compiere è certamente quella di ottenere il software: puoi riuscirci collegandoti al sito ufficiale di OBS e facendo clic sul pulsante blu con scritto Windows.

Ottenuto il file di installazione del programma, puoi procedere aprendo il file scaricato OBS-Studio-[versione]-Installer.exe e premendo il tasto , per dare il consenso al programma di apportare modifiche al PC.

Se invece il sistema operativo dove vuoi scaricare e installare OBS è macOS, ti spiego anche in tal caso quale procedura seguire. Il primo passaggio, anche qui, è quello di collegarsi al sito ufficiale. Quindi, clicca sul pulsante al centro macOS [versione] (puoi trovarlo appena sotto la scritta OBS Studio).

A download completato, fai doppio clic sul file obs-mac-[versione]-installer.pkg ottenuto e poi clicca su Continua, per selezionare su quale disco del tuo Mac installare OBS (solo nel caso ve ne fosse più di uno).

Una volta scelto il disco dove deve avvenire l’installazione, clicca sul tasto Continua e poi sul pulsante Installa, confermando la tua intenzione con l’inserimento della password dell’account utente macOS che stai usando e clicca sui pulsanti Installa softwareChiudi e Sposta, per concludere il setup.

Come usare Open Broadcaster Software

Con il programma scaricato e installato sul computer è ora il momento di parlarti del funzionamento generale di OBS, per esempio come avviare una registrazione e scegliere tra i due output previsti di diretta e registrazione.

Come avrai modo di notare tu stesso, gran parte del lavoro su OBS è quello di impostare correttamente le fonti e capire bene le funzioni in interfaccia. Dopo questo, il resto ti sembrerà una passeggiata. E’ spiegato tutto nel video sottostante.

LA GUIDA COMPLETA ALL’USO DI OBS STUDIO

A proposito dell’interfaccia, lascia che te la presenti brevemente. La parte centrale è dedicata alla visualizzazione di ciò che trasmetti o registri, quindi quando apri OBS questa schermata è solitamente nera. In alto è presente la barra dei menu da cui puoi accedere a tutte le funzioni del programma, in basso, invece, vengono mostrate in piccole finestre le sezioni SceneFontiMixer audioTransizioni scena e Controlli.

Questa parte dell’interfaccia è una vera e propria console di controllo delle tue “riprese” e al tempo stesso un mixer dell’audio che trasmetti o registri.

Per conoscere meglio come impostare le fonti e come fare registrazioni e dirette consulta la guida definitiva a cura di Salvatore Aranzulla cliccando qui

Il CeSVoP può supportare la tua associazione con una consulenza di orientamento e accompagnamento, basta richiedere apposito servizio attraverso la piattaforma gestionale, fallo subito cliccando sul pulsante verde sottostante.

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Qual’è la strategia di comunicazione più adatta nel settore del volontariato e del terzo settore?

Una strategia di comunicazione è un’analisi che valuta, tra gli altri, il contesto in cui si andrà ad operare ed i rischi che questo comporta, le persone a cui ci si rivolgerà, il tipo di visibilità che l’associazione ha nel proprio territorio, la proposta di valore ed i messaggi da veicolare.

Alla base di questo processo troviamo quindi un’attenta valutazione di tutti quei fattori interni ed esterni che possono in qualche modo incidere sull’efficacia delle nostre azioni comunicative. Non serve trovare tante strategie: l’importante è individuare quella corretta per la tua organizzazione e munirti degli strumenti giusti per raggiungere gli obiettivi di crescita prefissati.

È innegabile che il web sia uno strumento fondamentale, ma non è detto che questo sia valevole per tutte le tipologie di settore. Ad esempio, quando si opera in una comunità di anziani di un piccolo borgo, gli strumenti digitali potrebbero anche non essere considerati all’interno dell’assetto strategico, in quanto la tipologia di clientela potrebbe non essere presente sui quei determinati canali.

Strategie di comunicazione tradizionale o digitale?

Come anticipato poco sopra, non esiste un metodo migliore di un altro. Questo perché ogni organizzazione o azienda è a sé e non si possono ideare “strategie preconfezionate”.

Tra gli strumenti di comunicazione tradizionale troviamo tutte quelle tecniche che vanno a toccare il mondo offline, che si usavano prima ma ancora oggi, con il fine di raggiungere nuovi potenziali utenti, soci, donatori o fidelizzare quelli che già conoscono le nostre attività o sono parte attiva dell’associazione. Tra i classici strumenti di comunicazione/marketing troviamo le insegne ed i cartelli pubblicitari, i volantini e le brochure, la pubblicità sui media tradizionali come giornali o riviste, l’organizzazione di eventi ed i gadget personalizzati.

Lo sviluppo delle nuove tecnologie ha portato ad ideare nuovi strumenti per la promozione e la comunicazione. Il digital, infatti, permette sicuramente di realizzare campagne con budget contenuti ed un monitoraggio costante, il che è certamente un vantaggio per massimizzare il Ritorno dell’investimento, ovvero avere chiaro, a fronte dell’impiego di risorse economiche e umane per la realizzazione di una campagna di comunicazione, quanto gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti.

Contrariamente a quello che si crede, però, questa può non essere la soluzione più adatta per tutti. Come già dicevamo, per alcune organizzazioni potrebbe risultare inutile concentrarsi su investimenti che vanno a toccare il mondo web, perché l’utenza ideale potrebbe non essere presente su quei determinati canali di vendita e promozione. In altri casi, l’integrazione delle due strategie potrebbe essere la soluzione.

Quindi come fare a capire se per i tuoi potenziali utenti sono meglio gli strumenti tradizionali o digitali? Semplice! Analizzando la tua nicchia, cercando di comprenderne a fondo i bisogni, le esigenze e le aspettative, studiandone l’età, il genere, gli interessi e molto altro, cose che, molto probabilmente si conoscono già, ma non sono mai messe a sistema a servizio di una comunicazione efficace.

Che cos’è la comunicazione tradizionale (OFFLINE)?

  • È una strategia che può sostenere e incrementare la comunicazione su internet, mentre non è possibile il contrario. Biglietti da visita, logo, brochure, volantini, insegna sono alcuni esempi di strumenti del marketing tradizionale a basso costo che possono aiutare a incrementare il traffico su internet.

  • È in grado di creare una pubblicità diretta ad un pubblico che non usa internet. È vero che una grande percentuale di persone è online e sta continuando ad aumentare. Però cosa ne sarà di quelli che non sanno accendere il computer? Non dimenticate che esistono ancora comunità difficili da raggiungere usando solo i media digitali.
  • È una strategia tradizionale che mette in azione la cultura del “see to believe. In molti settori, i potenziali utenti preferiscono toccare con mano e vivere di persona quello che gli viene proposto. 

Dopo aver capito che cos’è la comunicazione offline, è possibile affermare che internet è un mezzo e non un fine!

È un veicolo con cui possiamo ottenere molte cose ma non tutto.

Per queste ragioni e per il bene della vostra realtà associativa dovreste optare per una soluzione che prevede di integrare sia la comunicazione tradizionale (offline) che quella online.

Comunicazione online: importanza e benefici

Essere online oggi? Vuol dire essere sul mercato che si è evoluto perché ormai la maggioranza delle persone cerca prodotti, servizi o, nel nostro caso, iniziative solidali, organizzazioni dove fare volontariato, organizzazioni a cui devolvere donazioni, direttamente su internet e le sue numerose piattaforme come:

  • Facebook
  • Google
  • Linkedin
  • Instagram
  • e altro

Non si può, infatti, scegliere se essere online e offline, le due anime sono strettamente legate, ma si può scegliere di comunicare via web. Internet è infatti come il foro nell’antica Roma: un luogo dove si svolgevano tutte le attività cruciali, dove la gente si incontrava ed esprimeva la propria opinione. È così anche ai giorni nostri, ma, a differenza del foro, non basta “esserci” per sfruttare al meglio le sue potenzialità.

Non basta dire “ho il mio sito Internet”, “ho la mia pagina Facebook”, “il mio account Instagram”. Il sito, il blog, i social media sono dei canali attraverso cui puoi declinare il tuo messaggio, raggiungere le persone che sono alla ricerca di informazioni, ma come tali non vanno mai improvvisati.

Decidere di realizzare un sito senza sapere cosa offri, quali sono le esigenze delle persone che vuoi raggiungere, gli obiettivi che ti prefiggi, non ti porterà molto lontano. Anzi, rischia di allontanarti sempre più dalla tua potenziale utenza. Sia che tu abbia un’azienda, sia un ente no profit o un libero professionista. Non intercettare il tuo pubblico vuol dire non tenere in considerazione i suoi bisogni.

Che si traducono dunque in consigli da cercare, opinioni, risposte da avere prima di comprare un prodotto, di iscriversi a un corso di formazione, di provare un servizio.

Un sito ben fatto, infatti risponde ai loro dubbi con delle certezze.

Fare marketing, in generale, significa attuare strategie, tattiche e attività per promuovere e commercializzare prodotti e servizi.

Le possibilità per comunicare online in modo produttivo e soddisfacente sono potenzialmente infinite: una buona strategia di web marketing consiste nel selezionare i canali più appropriati ai risultati che vuoi ottenere con il budget che hai a disposizione.

I vantaggi della comunicazione online

Tradotti in pratica quali sono i benefici del saper sfruttare tutti i vari strumenti per comunicare al meglio quello di cui ti occupi?

  • Ottimizzazione dei costi: sfruttare il digital marketing per comunicare è molto più economico rispetto alle forme di comunicazioni classiche
  • Ecologico: la comunicazione digitale in un certo senso è anche ecologica. Risparmio di carta, inchiostro, plastica e altri materiali potenzialmente inquinanti.
  • Targhetizzazione mirata: comunicare con il canali digitali del web ci permette di selezionare e targhetizzare solo il pubblico che ci interessa raggiungere. Facciamo un esempio pratico? Una campagna di volantinaggio arriva anche nelle mani di chi potrebbe non essere interessato al prodotto o servizio che proponiamo. Una campagna con Facebook Ads o Google Ads ci consente di selezionare e targhettizzare il pubblico per età, interesse e molte altre varianti.

Come (ri)pensare la propria comunicazione integrando online e offline?

Integrare tutte queste cose presuppone la PROGRAMMAZIONE di una STRATEGIA, con obiettivi specifici, risultati attesi e, sopratutto, l’individuazione del proprio UTENTE TIPO.

E’ chiaro che si tratta di un cambiamento di prospettiva, che, in un primo momento può sembrare molto pesante e impegnativo, ma è fondamentale capire che, se l’esigenza della tua organizzazione è quella di promuovere e diffondere le tue iniziative, aggregare nuovi volontari, ottenere più donazioni, questo cambiamento diventa indispensabile.

Di seguito l’elenco dei passaggi fondamentali da attuare:

DA DOVE SI PARTE

  • Che mezzi e canali utilizzo ad oggi per promuovere la mia organizzazione (brochure, locandine, sito, biglietti da visita, logo, sito web, social network, database contatti)?
  • Che tipo di contenuti ho a disposizione oggi? (foto, video, pubblicazioni, articoli, dispense)
  • Quante persone, nella mia organizzazione si occupano della comunicazione?
  • Che risultati ho ottenuto finora? (ho dei dati certi o dei “ricordi”? – ho sempre misurato e verificato i risultati delle mie campagne di comunicazione in passato?)

COME INIZIARE?

  • Il logo della mia associazione, è efficace? è di buona qualità? necessita di un restyling?
  • Nei mezzi e canali utilizzati finora, il linguaggio che utilizzo, parla direttamente con i miei potenziali interlocutori? (utenti, soci, donatori)
  • Che risultati mi aspetto di raggiungere utilizzando questa nuova metodologia integrata di comunicazione? (aumento del numero di utenti alle mie attività? incremento delle donazioni?)
  • Quanti e quali soci della mia organizzazione intendo coinvolgere in questo progetto? sono formati? 

PIANIFICHIAMO LA NOSTRA COMUNICAZIONE

  • Chi sono i miei interlocutori? (utenti abituali, potenziali utenti, soci, potenziali soci, donatori ricorrenti, potenziali donatori, istituzioni)
  • Che tipo messaggio devo promuovere? (il linguaggio, i contenuti, la lunghezza dei testi, il tipo di immagini da integrare, la lunghezza dei video che voglio proporre)
  • Dove e come lo promuovo? (es. realizzazione di una brochure informativa, diffusione di un articolo sul mio sito web attraverso facebook, una campagna pubblicitaria con locandine A3 distribuite nei negozi del quartiere)
  • Che obiettivi fisso? (es. aggregare 10 nuovi volontari – chiudere le iscrizioni al torneo di calcetto XY – raccogliere fondi per l’acquisto dei canestri da basket per il mio oratorio)
  • Come verifico il raggiungimento degli obiettivi? (come posso misurarli? posso predisporre delle verifiche periodiche? ho un sistema di monitoraggio automatizzato?)

Puoi approfondire questo e altri argomenti partecipando al percorso formativo IO COMUNICO!

IO COMUNICO è un PERCORSO FORMATIVO ONLINE a cura del CeSVoP riservato alle organizzazioni di volontariato e agli enti di terzo settore delle provincie di AG, CL, PA, TP.

Le attività si svolgeranno principalmente sulla piattaforma FAD di CSVnet e con degli incontri in videoconferenza.

Il percorso è strutturato in 4 step progressivi che via via accresceranno nelle organizzazioni partecipanti la consapevolezza di una nuova CULTURA DELLA COMUNICAZIONE e della TRASFORMAZIONE DIGITALE

LE ISCRIZIONI SONO APERTE

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I 5 errori più comuni quando si comunica il volontariato

Comunicare male è peggio che non comunicare

Per le organizzazioni di volontariato così come per le piccole aziende vi sono una serie di errori, fondamentali, da evitare nell’attività di comunicazione in senso lato:

ASSENZA DI OBIETTIVO

Ciascuna azione è finalizzata al raggiungimento di uno scopo. Se non definiamo gli obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere nella comunicazione della nostra organizzazione, sia in senso generale che specifico (ad esempio con riguardo a un evento) rischiamo di produrre una comunicazione non efficace, che non raggiunge il target e non informa;

CHIAREZZA

Non esser chiari, nelle comunicazioni promosse, genera l’effetto completamente opposto. Se non pubblichiamo e diffondiamo informazioni chiare e semplici da comprendere i nostri interlocutori, volontari, soci e utenti generici, rimangono confusi e a lungo andare non seguono più le nostre attività. Occorre sintetizzare invece quello che è il messaggio che intendiamo dare e, di conseguenza, disporre di un team capace di scrivere contenuti in maniera efficace ed esaustiva.

TARGET 

Ciascuna comunicazione sia che si troviamo in un’associazione, che in un’azienda deve saper individuare, anzitutto, i target di riferimento, coloro che sono i destinatari effettivi della comunicazione, sia in senso alto e sia individuando soggetti specifici (magari suddivisi per settore e/o area di interesse). Genericamente ci si affida a un lavoro, continuo, di “mappatura degli stakeholder” per monitorare tutti i soggetti con cui, come associazione, entriamo in contatto al fine di 

  1. capire con chi ci relazioniamo in generale; 
  2. chi sono i nostri utenti;
  3. come “personalizzare” la comunicazione in base ai target affinché risulti quanto più efficace possibile (in termini di condivisioni e risposte a una specifica call to action). 

Non farlo equivale a non aver obiettivi.

FOCUS

Una comunicazione efficace che sia tale deve evitare di disperder energie su contenuti poco coerenti con quella che è l’attività dell’associazione. Bisogna concentrarsi nella produzione di contenuti efficaci e tarati, in maniera specifica, che rendono bene all’utente, potenziale donatore, quali sono le attività che proponiamo, allo stesso modo in cui è fondamentale chiarire, bene, quella che è la nostra identità. Il focus deve intendersi non solo nel contenuto ma anche negli strumenti: mancare di considerazione, ovvero non prevedere messaggi diversi a seconda degli strumenti (es. sito web, social, carta stampata) significa non riuscire ad esser incisivi perché è come parlare due lingue diverse.

ENGAGEMENT

La comunicazione efficace si basa sulla capacità di poter esser condivisa, promossa, veicolata e stimolare alla conversione ovvero alla realizzazione di specifiche azioni (es. diventare un socio dell’associazione oppure fare una donazione). Se non progettiamo la nostra comunicazione anche nell’intento di favorire l’engagement dei nostri target di riferimento (volontari, soci o potenziali donatori) rischiamo di non raggiungere gli obiettivi e di, letteralmente, fare un buco nell’acqua.

CONCLUSIONI

Si tratta di errori che tutti quanti, prima o poi, possiamo commettere in diversi casi. Importante è saperlo e compiere le giuste mosse per evitarli e far in modo che, come detto, comunicare non risulti peggio di non comunicare. 

Ragionando, inoltre, anche in termini strategici di sviluppare sempre coerenza tra quello che è il contenuto della Comunicazione Interna (verso soci, componenti del direttivo) e quello che invece è ciò che promuoviamo in Comunicazione Esterna (sia quella online che offline). 

Passaggio fondamentale è considerare, infine, che tutte le attività che abbiamo suggerito poco prima non sono da intendersi una tantum ma devono esser inserite in un quadro complessivo di sviluppo di lungo periodo con un approccio flessibile attraverso cui l’associazione periodicamente analizza la propria comunicazione, il relativo impatto e vi appronta i necessari cambiamenti. Nell’ottica, semplicemente, di un continuo percorso di apprendimento e, dunque, miglioramento.


Puoi approfondire questo e altri argomenti partecipando al percorso formativo IO COMUNICO!

IO COMUNICO è un PERCORSO FORMATIVO ONLINE a cura del CeSVoP riservato alle organizzazioni di volontariato e agli enti di terzo settore delle provincie di AG, CL, PA, TP.

Le attività si svolgeranno principalmente sulla piattaforma FAD di CSVnet e con degli incontri in videoconferenza.

Il percorso è strutturato in 4 step progressivi che via via accresceranno nelle organizzazioni partecipanti la consapevolezza di una nuova CULTURA DELLA COMUNICAZIONE e della TRASFORMAZIONE DIGITALE

LE ISCRIZIONI SONO APERTE

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Come usare Google MEET?

Abbiamo già parlato delle tante soluzioni da poter adottare per lavorare a distanza e facendo videoconferenze, oggi ci focalizzeremo su uno strumento molto potente e gratuito: Google Meet.

Cos’è Google Meet

Google Meet è la piattaforma online di Google che permette di organizzare riunioni video online, lezioni virtuali e molto altro.

Google Meet offre nel suo servizio la possibilità di personalizzare le impostazioni del video, condividere il proprio schermo con i partecipanti, interagire in tempo reale chattando con loro, condividere tutti i dettagli della riunione e molto altro.

Uno strumento completo che semplifica l’esperienza della videochiamata lavorativa, mettendo a disposizione dei suoi utenti tutti gli strumenti a loro utili per una riunione/lezione smart da remoto.

Come funziona Google Meet

È possibile avviare una videochiamata da browser o dispositivo mobile. Tutto ciò di cui hai bisogno per cominciare, oltre a un dispositivo compatibile con i requisiti richiesti dalla piattaforma, è un account su G Mail (gratuito), il servizio di mail creato da Google.

Fino a marzo 2021 sarà possibile, per tutti gli account G-mail, godere di chiamate illimitate su Google Meet. Successivamente, subentreranno alcune restrizioni per gli account G-mail gratuiti, la versione completa di meet sarà disponibile nella G-suite, il piano delle app di Google per le aziende.

La G-suite, a pagamento per le aziende, è gratuita per le organizzazioni no-profit, il CeSVoP può supportare la tua organizzazione per ottenere questo servizio, occorre seguire un’apposita procedura attraverso la piattaforma Tech soup, clicca qui per scoprire come fare.

Possono prendere parte alle videochiamate su Google Meet tutte le persone invitate indipendente dal fatto che abbiano un account G-mail

Come avviare una videochiamata con Google Meet

Avviare una riunione video su Google Meet è davvero molto semplice. La piattaforma mette a disposizione due diverse modalità, una da desktop e una da dispositivo mobile.

Ecco come avviare una video riunione dal tuo computer con Calendar (il calendario offerto da Google):

  • Seleziona la voce crea;
  • Invita i contatti a partecipare,
  • Aggiungi i dettagli all’evento e il luogo della conferenza;
  • Salva le informazioni;
  • Invia l’invito ai partecipanti (riceveranno una mail con tutte le informazioni sull’evento virtuale).

Calendar ti dà anche la possibilità di copiare una riunione, incollando un URL di Meet esistente nell’ID del tuo evento e di avviare videochiamate istantanee da un browser.

È possibile avviare riunioni video anche da dispositivo mobile con l’app gratuita Google Meet, disponibile per iOS e Android.

Ecco come creare riunioni video con l’app da Smartphone e Tablet:

  • Scarica l’applicazione da AppStore o PlayStore;
  • Apri l’app e verifica di essere collegato con il tuo account Google;
  • Clicca sul +;
  • Seleziona la voce nuova riunione.

Le videochiamate si sincronizzano automaticamente quindi, se hai a disposizione più dispositivi compatibili con Google Meet puoi spostarti da uno all’altro, senza perdere nulla.

Come partecipare a una videochiamata con Google Meet

Partecipare a una riunione video è ancora più semplice. Ti bastano pochi click, per prendere parte all’evento virtuale di tuo interesse.

  • Per partecipare da Calendar ti basta cliccare sull’evento al quale vuoi partecipare, selezionare Partecipa a Hangouts Meet e infine Partecipa;
  • Per partecipare direttamente ad un Meet, ti basta inserire, dove richiesto, il codice o il nickname della riunione alla quale desideri unirti, oppure selezionarla dagli eventi in programma sul tuo calendario.

In caso di videochiamate non programmate in anticipo può capitare che ti venga inviato un link con il quale partecipare all’evento. In questo caso non devi far altro che seguire le istruzioni sullo schermo.
Puoi partecipare alle riunioni attraverso un sistema di terze parti solo se la tua organizzazione lo consente.
Per i primi cinque partecipanti che si uniscono alla riunione video, Google Meet emette un suono, mentre per tutti gli altri invia semplicemente una notifica. L’audio di tutti i partecipanti viene automaticamente disattivato quando prendono parte alla riunione.

Nel mese di ottobre 2020 la piattaforma Google Meet ha introdotto diverse novità interessanti che vanno a migliorare l’esperienza sulla piattaforma.

Ecco tutte le nuove funzioni disponibili da ottobre su Google Meet:

  • La sezione Q&A,
  • I sondaggi,
  • La possibilità di dividere i partecipanti in stanze per sottogruppi di lavoro.

Con l’introduzione delle domande su Google Meet è possibile porre domande in tempo reale durante una videochiamata, nell’apposita sezione Q&A. La funzione domande e risposte potrebbe rivelarsi molto utile in particolare per la didattica a distanza. I sondaggi invece, con la funzione Polls, permettono di avere un feedback su un argomento specifico, sempre in tempo reale.

Per qualsiasi dubbio o perplessità richiedi subito una consulenza sulla comunicazione attraverso il gestionale CeSVoP cliccando qui oppure contatta l’operatore di riferimento DANILO CONIGLIARO allo
0917775703 

fonte: teamwold.it

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Promuovere il volontariato attraverso i contenuti!

Oggi più che mai il volontariato e il mondo del terzo settore sono chiamati a valorizzare le proprie attività e le proprie iniziative attraverso la comunicazione. Le grandi organizzazioni come Emergency, WWF o Medici senza frontiere lo hanno capito da tempo, ottenendo grandi risultati.

Spesso le tecniche di marketing vengono viste con molta diffidenza da chi opera nel volontariato, tuttavia è importante comprendere che le regole del marketing possono essere re-interpretate e declinate in un sistema di valori che può portare alla realizzazione degli obiettivi propri del no profit: nuovi volontari, nuovi donatori, nuove donazioni, nuovi utenti, nuove reti, nuovi partner, nuove progettualità.

Una comunicazione “fai da te”, per quanto genuina ed espressione dei processi partecipativi e collaborativi propri di ogni associazione di volontariato, quasi mai risulta essere efficace in termini di risultati (promozione di un evento, una raccolta fondi, una campagna di aggregazione). Se consideriamo inoltre che oggi gli strumenti di comunicazione sono tanti e accessibili, è chiaro che un qualsiasi progetto di comunicazione deve “competere” con una miriade di altri prodotti, curarne la qualità diventa pertanto quasi un obbligo.

Nel percorso formativo online “CONTENUTI SMART”, il CeSVoP intende affrontare la tematica del CONTENT MARKETING, ovvero  la cura dei contenuti per promuovere la propria organizzazione all’esterno. I contenuti possono essere quelli tradizionali: locandine, volantini, biglietti da visita ma anche i cosiddetti contenuti 2.0 ovvero quelli realizzati attraverso gli strumenti digitali: fotografie, illustrazioni, animazioni, slide, post su sito e social network.

In questo corso capiremo come ogni contenuto necessiti di approcci e strumenti differenti, a quanto è importante aver chiari gli obiettivi della propria comunicazione e sopratutto quanto sia necessaria una strategia per raggiungerli.

Conosceremo da vicino quali sono i contenuti da elaborare per la promozione di un’organizzazione, quali sono gli strumenti più adatti per realizzarli e come costruire una strategia di content marketing efficace e sostenibile relativamente le risorse disponibili.

Questa è una delle tante opportunità formative gratuite rivolte alle organizzazioni di volontariato e agli enti di terzo settore promossa dal CeSVoP.

Per partecipare accedi subito all’area riservata del CeSVoP e, nella sezione “formazione” richiedi iscrizione al corso “CONTENUTI SMART: promuovere la propria organizzazione attraverso i contenuti (locandine, brochure, video, illustrazioni….)”

Per accedere gratuitamente ai servizi e alle consulenze del CeSVoP, è necessario essere accreditati attraverso la nostra piattaforma, se non lo hai ancora fatto, clicca subito qui e in pochi click potrai beneficiare gratuitamente di tutti i nostri servizi e le nostre consulenze.